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mercoledì 22 maggio 2013 |
di Mauro Mellini Un pugno di giornalisti grossolani ed un po’ ignoranti, qualche politicastro da strapazzo e qualche filologo in cerca di trastullo o, magari di fortuna mediatica, ha inventato in questi giorni un neologismo orrendo: “femminicidio”. Orrendo non tanto dal punto di vista squisitamente filologico (ammesso che così possa essere) ma per il pensiero (o la parodia di un pensiero) che tale espressione sottende. L’omicidio è sempre cosa orrenda. Vi sono omicidi più orrendi di altri (tanto che i codici prevedono aggravanti). L’omicidio di donne, è, in genere, ancor più orrendo ed odioso di altri. |
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venerdì 10 maggio 2013 |
di Mauro Mellini e Alessio Di Carlo Ingroia scalpita e borbotta. Lo Stato lo paga (5.000 euro netti al mese, senza l’indennità di sede disagiata (1.800) che, a quanto si dice, prendono un po’ tutti i magistrati, perché, forse, il mondo è pieno di disagi, senza che lo lascino lavorare. Cioè lo lascerebbero lavorare, ma ad Aosta, (sede per lui particolarmente disagiata) dove non c’è possibilità di perseguire mafiosi e ‘ndranghetisti (lui è convinto che ci siano e che saprebbe trovarli) perché le relative inchieste dovrebbero passare subito a Torino. |
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giovedì 09 maggio 2013 |
di Mauro Mellini Vorrei proprio che fosse solo un’ipotesi catastrofista. Invece temo che sia una prospettiva catastrofica. Eccola. Nei giorni scorsi, sentendo Berlusconi affermare di aver fiducia sull’esito del processo di appello a suo carico a Milano, mi venne il dubbio che lo pensasse davvero. Non volendo dubitare della, diciamo, sua saggezza, finii per ritenere che il Cavaliere, testardamente convinto che la persecuzione giudiziaria di cui indiscutibilmente è fatto oggetto sia da ascrivere ai “magistrati comunisti” espressione aggiornata in “magistrati del P.D.”, si sentisse al sicuro perché il “governo di larghe intese” di cui egli è oggi, tutto sommato, il sostegno più sicuro, avrebbe fatto sì che il P.D. (ed i… relativi magistrati) non potessero permettersi di volerlo eliminare per via giudiziaria dalla scena politica, cosa che farebbe saltare in aria il P.D. a lui stretto in un abbraccio, che, così si sarebbe rivelato mortale. |
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giovedì 09 maggio 2013 |
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di Mauro Mellini Poche battute di un dibattito televisivo sulla figura e le vicende di Giulio Andreotti. Il direttore de “Il Fatto Quotidiano” Padellaro ”contesta” a Giuliano Ferrara “…ma almeno Andreotti ha accettato (?) i processi a suo carico, non ha contestato i giudici…”.
Si è già detto che certe persecuzioni non si fermano neanche davanti alla morte. Ma si attenuano quando i morti sembra possano servire per sputtanare i vivi. Già, perché se Andreotti “almeno” non aveva contestato i giudici, invece Berlusconi… con quel che segue. |
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martedì 07 maggio 2013 |
di Mauro Mellini Nessuno leverà, in morte di Giulio Andreotti, un’ode del tipo di quella che Manzoni scrisse per la morte di Napoleone avvenuta anch’essa di maggio, il 5. Abbiamo oggi della storia un concetto diverso di quello provvidenziale, professato da Manzoni, convertito al cattolicesimo. Non saranno molti, del resto, quelli che potrebbero affermare, di fronte a questo evento ed a questa figura, di essere “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” e poco generoso mi pare l’atteggiamento di chi, come Napolitano, magari per non dispiacere troppo a Caselli, afferma che il giudizio sullo Statista oggi scomparso “lo darà la storia”. |
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lunedì 06 maggio 2013 |
di Mauro Mellini Non era mai avvenuto che un Presidente della Repubblica, in un messaggio alle Camere Riunite, ricordasse ai Deputati e Senatori di essere stati eletti con una legge elettorale pessima, di dubbia costituzionalità per la mancanza di un quorom per l’attribuzione del premio di maggioranza ed a seguito di una tornata elettorale in cui si era verificato il peggio che questa legge potesse partorire, con una maggioranza corrispondente a meno di un terzo degli elettori: il peggio del peggio. Chiaro: cambiare questa legge elettorale è il primo dei vostri doveri, Signori Parlamentari. Benissimo. Ma il Presidente Napolitano vuole “le riforme”. E vuole che le facciano non i Parlamentari eletti la prossima volta (possibilmente la più vicina…) con una legge elettorale almeno decente. |
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