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Ragionevole dubbio o semplice convincimento? Stampa E-mail
giovedì 15 marzo 2012
 di Giovanni Alvaro
E’ semplicemente sconcertante quanto sta avvenendo nel pianeta ‘giustizia’ che sta frastornando il grande pubblico, dato che a capovolgere le vecchie verità sono gli stessi che strillavano, a più non posso, quando a criticare le scelte di un Tribunale erano i condannati a priori, quelli che erano finiti nel tritacarne costretti a bere la cicuta costi quel che costi. Il refrain più recitato, in quelle occasioni, era che “le sentenze non si criticano” ma, anche se indigeste, bisognava ‘rispettate’. 
 
Assolta Forza Italia, condannato lo Stato Stampa E-mail
giovedì 15 marzo 2012
 di Mauro Mellini
Un’altra sentenza che ha fatto esultare la stampa che, non so quanto appropriatamente, si continua a chiamare “berlusconiana”. Ed anche a definire “garantista”, “antitoghe”, e, magari “avversa al Partito dei Magistrati”. Quali e quante riserve dovrei fare a queste definizioni non è cosa di cui non si possa fare a meno per discutere della questione relativa a questa sentenza.
    Che è quella di Firenze, che ha proclamato che “Forza Italia” non c’entra con la “Trattativa tra Stato e Mafia” (ambedue le maiuscole ce le impone chi parla in questi termini).
 
Un sasso nello stagno ed il fango di Ingroia Stampa E-mail
giovedì 15 marzo 2012
 di Mauro Mellini
La sentenza Dell’Utri è stata un sasso nello stagno della “questione giustizia”, dimenticata, più che accantonata, dal governo tecnico-bancario di Monti.
    Il sasso non lo ha tirato né Alfano (per il quale pare che la “questione giustizia” non sia più né urgente né troppo seria) e neppure Pini, il cui emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati è stato fatto passare più per un dispetto al Governo ed una crepa nella maggioranza dell’”Unità Nazionale Anti-screening”, che un tentativo di concreta riforma.
   
 
Colpevolezza a prescindere Stampa E-mail
lunedì 12 marzo 2012
Quando dalle parti della Cassazione si ascoltano frasi tipo «nessun imputato deve avere più diritti degli altri, ma nessun imputato deve avere meno diritti degli altri e nel caso di Dell’Utri non è stato rispettato nemmeno il principio del ragionevole dubbio», sarebbe necessario quanto meno pensare un po’.
Ma se poi si ode altresì che si è di fronte ad un’accusa che, nella fattispecie processuale, «non viene descritta, il dolo non è provato, precedenti giurisprudenziali non ce ne sono», o che quel reato di concorso esterno «è ormai diventato un reato autonomo, un reato indefinito al quale ormai non crede più nessuno», o che ancora nella sentenza di appello sono riscontrabili «gravi lacune giuridiche», bè, di fronte a simili asserzioni, si dovrebbe quanto meno ammettere che, dopo tutti questi anni, qualcosa in quell’inchiesta ha (quanto meno) rappresentato una forzatura.
 
Caso Dell'Utri: Penalisti, "Da PM attacchi virulenti" Stampa E-mail
lunedì 12 marzo 2012
Si può "dissentire dalle requisitorie dei pm o dalle arringhe degli avvocati", ma ciò che sta avvenendo in queste ore nei confronti del pg della Cassazione e del presidente della sezione della Corte che hanno concluso il processo Dell'Utri è "qualcosa che va al di là del diritto di critica, e che deve far riflettere". Lo sottolinea in una nota la Giunta dell'Unione Camere Penali, che fa notare come "criticare le sentenze emesse dai Tribunali è un sacrosanto diritto, delle parti, dei cittadini, della stampa". E anche "criticare gli esiti di un processo è un diritto, sebbene, in assenza di una sentenza ancora non scritta, perlomeno gli uomini di legge dovrebbero mostrare un minimo di cautela nel suo esercizio". 
 
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