|
lunedì 06 settembre 2010 |
di Maurizio De Santis Siamo al tramonto dell’anno domini 2006. Tre persone, una donna e due uomini vengono arrestati a Teheran con l’accusa di omicidio. Uno dei due uomini sarebbe l’amante della donna, Sakineh Mohammadi Ashtiani, moglie dell’assassinato. La polizia stabilisce che la vedova allegra fosse pure la mandante dell’omicidio. L’autore materiale dell’omicidio scampa alla condanna a morte, poiché riceve il perdono di uno dei figli della vittima. Sakineh Mohammadi Ashtiani invece, malgrado i figli siano magnanimi anche con lei, è condannata a morte. Alcuni propugnano per l’impiccagione, altri propendono per la lapidazione (ancora applicata nelle zone più rurali della Persia). Del fatto, com’è prevedibile, si impossessano tutte le organizzazioni (umanitarie e non) esistenti. La storica contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini appare, al confronto, un esercizio da educande. |
|
|
lunedì 06 settembre 2010 |
di Vittorio da Rold per Il Sole 24 Ore Ore di angoscia per il destino di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e omicidio del marito attraverso la lapidazione. Il figlio Sajjad Ghaderzadeh, che teme che l'esecuzione possa avvenire già oggi, domenica, ha inviato un appello al governo, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e a Papa Benedetto XVI chiedendo il loro intervento per fermare l'esecuzione della madre e ha ribadito che solo le pressioni internazionali possono salvarle la vita. Secondo Sajjad sua madre sarebbe stata stata condannata anche a 99 frustate per «indecenza», dopo che il quotidiano britannico Times ha pubblicato una sua foto (poi risultata falsa) senza il velo islamico. |
| |
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
|
| Risultati 1 - 7 di 396 |