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giovedì 28 febbraio 2013 |
di Elisa Ugaldi Era ormai improcrastinabile, per i dipendenti del Ministero della Giustizia, settore vitale nella vita dello Stato democratico nell’assicurare la funzionalità ed il rispetto della democrazia, riunirsi in Comitato al fine di salvaguardare quel poco di dignità rimasta, certamente non cedibile, ai loschi giochi della politica ante 25 febbraio 2013. Infatti, il 24 dicembre u.s., in piena bagarre nell’approvazione della legge di stabilità 2013, la senatrice Della Monica, forte dell’adesione di tutti i sindacati nazionali, faceva passare un emendamento all’art.18 co11) di via libera all’assunzione di lavoratori in mobilità e socialmente utili (passi per questi) ma anche per disoccupati ed inoccupati che a partire dal 2010 avevano partecipato a progetti formativi (come avevano fatto questi ultimi a partecipare a progetti formativi se erano disoccupati ed inoccupati ????). Chi li aveva scelti nell’oceano della categoria dei senza lavoro? |
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giovedì 17 gennaio 2013 |
di Mauro Mellini Si è placato, quasi con la stessa rapidità con il quale era scoppiato il finimondo per il volantino “antifemminista” del Parroco di San Terenzio di Lerici. Si è placato come si placano le tempeste in bicchieri d’acqua (specie se bicchieri di carta) e provocati da fatti in tutto o in parte distorti proprio allo scopo di poter inscenare una tempesta per la quale, in realtà, mancano le condizioni metereologiche. |
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lunedì 28 maggio 2012 |
di Gianluca Perricone Quando ho letto dell’aberrante vicenda che ha visto protagonista il tecnico brindisino accusato di aver fatto brillare il cassonetto di fronte alla scuola “Morvillo Falcone”, mi è subito venuta in mente un’intervista che feci (più di due anni fa) all’ingegner Elvo Zornitta accusato (ingiustamente) di essere l’Unabomber che andava a spargere ordigni nell’Italia dell’est. A lui chiesi che cosa avesse provato nel momento in cui apprese di essere il sospettato per quella serie di attentati e l’ingegnere mi disse lapidario: «Incredulità, sconcerto e paura sono forse i sentimenti che in quei difficili momenti si alternavano nel mio animo. Perché proprio a me? Penso che questa sia la domanda che sovente lacera l’animo di chi è sottoposto ad un’ingiustizia». |
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