Appello delle associazioni. Dei 37.432 detenuti con condanna definitiva a fine 2010, il 29,9% aveva un residuo pena inferiore all’anno, il 63,8% inferiore ai 3 anni. In tutto 23.895 persone. Chiesta anche l’introduzione della messa alla prova per gli adulti.
“L’applicazione delle misure alternative è l’unico strumento idoneo a garantire il recupero del detenuto e a evitare il rischio di recidiva”: per chi si interessa di carcere queste affermazioni non sono nuove, ma i tanti appelli al potenziamento di questa opzione finora sono andati deserti. Ecco perché il documento “Sovraffollamento: che fare?”, sottoscritto da molte associazioni attive in materia di carcere, dedica particolare attenzione alla questione.
di Dina Galano
La situazione dei penitenziari italiani è insostenibile tra sovraffollamento e mancanza di elementari norme igieniche. I detenuti sono in rivolta anche per appoggiare l’azione di denuncia di Marco Pannella. Mercoledì scorso cento direttori di altrettanti istituti di pena si sono dati appuntamento vestiti a lutto all’ingresso del ministero della Funzione pubblica di Renato Brunetta. Non hanno la carta igienica, i dentifrici e i materassi per i loro detenuti. Ma neanche un contratto di categoria che li riguardi. Come ogni anno, la protesta esplode nel periodo in cui le condizioni di detenzione sono insopportabili.
di Alessandro Rinnaudo
Eccolo lì di nuovo in azione, pronto a metterci faccia e salute se la causa vale il sacrificio. Passati gli ottanta, tra una sigaretta ed un sigaro, invece di starsene sulla veranda della seconda casa, magari leggendo un buon libro e sorseggiando un cognac saggiamente invecchiato, lo ritroviamo in prima fila, facendo lo sciopero della fame e della sete, in nome dei diritti civili, affinchè si ponga fine alla barbarie che si consuma ogni giorno nelle carceri italiane.