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Editoriale

 RIFLESSIONI IN UN'ESTATE SCOMBINATA (I parte)
UNA RIFORMA HA CONSENTITO L’IMBROGLIO
di Mauro Mellini

Tanto si parla e si scrive della casa a Montecarlo di Gianfranco Fini (o di chi sa chi, ma da lui “goduta” – si fa per dire). Nessuno però ha voluto (o saputo) ricordare che se questo brutto imbroglio di un patrimonio lasciato in eredità ad un partito e finito nella disponibilità personale (e para famigliare) del suo leader è stato possibile, si deve ad una riforma del regime delle persone giuridiche approvata qualche anno fa con il consenso di un po’ tutti (ed in particolare della Chiesa, che così si è liberata dei vincoli al suo patrimonio immobiliare) con l’attribuzione della personalità giuridica ed il pieno diritto di possedere immobili per associazioni e fondazioni create senza bisogno di autorizzazioni statali e senza bisogno di autorizzazioni per ricevere eredità, acquistare ed alienare immobili.
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Per non dimenticare

 Sui temi etici Futuro e Libertà può fare male‎
di Filippo Facci per Libero

Caro direttore, mi rifaccio al tuo editoriale di ieri in cui evidenzi come nella compagine di Futuro e Libertà, circa i temi etici, convivano gli orientamenti più vari e disparati: a libertari come Luca Barbareschi si affiancano cioè monumenti un tantino reazionari come Mirko Tremaglia, per dire. So che il tuo ragionamento è più generale e che tende a chiedersi quale sia il collante di Futuro e Libertà: siccome ti è noto quanto i temi etici mi stiano a cuore, però, chiedo di poter riproporre qualche dubbio a riguardo.
Tu stesso ricordi che un partito non è una caserma e che su certi argomenti è normale che cambino gli orientamenti. Bene.

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Lecce, giudice condannato per tentata concussione Stampa E-mail
sabato 20 ottobre 2007
ImageUn giudice del Tribunale civile di Bari - Michele Salvatore - è stato condannato alla pena di quattro anni di reclusione per tentativo di concussione per una presunta mazzetta da 150 milioni di lire che avrebbe dovuto incassare nel 2003, per il tramite di un complice, per emettere una sentenza favorevole nei confronti del “Consorzio di ricerca Digamma” che studia l’Uomo di Altamura (lo scheletro calcificato di un uomo risalente ad un’età collocabile tra 400mila e 250mila anni fa). La sentenza è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Lecce, competente a trattare i procedimenti che riguardano magistrati in servizio nella Corte d’appello di Bari, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.
A quattro anni è stato condannato, in concorso con il giudice Salvatore, un consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Bari, Domenico Lorusso, mentre è stato assolto «per non aver commesso il fatto» l’imputato Luigi Antonio Fino. Salvatore e Lorusso, che in più occasioni è stato nominato perito dal giudice-imputato, sono stati anche interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e a risarcire con 15.000 euro i danni morali patiti dalla parte offesa, l’anatomopatologo dell’Università di Bari Vittorio Pesce Delfino, che – secondo l’accusa – ricevette da Lorusso le richieste di danaro.
Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno
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