| Solo Unicost in giunta ANM |
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| domenica 25 novembre 2007 | |
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Contro la nuova giunta, sostenuta dai 14 rappresentanti di Unicost, hanno votato contro i colleghi delle due correnti di sinistra, Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. E lo stesso hanno fatto gli esponenti di Magistratura indipendente, i quali però al momento del voto hanno anche abbandonato l'aula dei lavori. "Prendiamo atto - ha detto a nome di tutti i colleghi il segretario della corrente Carlo Coco - dell'indisponibilità di Md e del Movimento per la giustizia a intraprendere il percorso di una conduzione unitaria dell'Anm, in coerenza alla permanente difficile situazione in cui versa la giurisdizione e la magistratura nel nostro Paese. Prendiamo atto anche dell'immotivata indisponibilità di Unicost a lavorare per la formazione di una giunta di maggioranza fra le correnti risultate vincenti alle ultime elezioni". I rappresentanti di Mi hanno anche "stigmatizzato il significato politico dei comportamenti adottati dalle altri componenti" che sono state "causa della rottura dell'unità". Per questi motivi Mi ha votato contro "una giunta di minoranza che appare inadeguata a perseguire, anche nel minimo, gli obiettivi indicati come prioritari ed indilazionabili dai magistrati elettori". Della nuova giunta, guidata dal presidente Luerti e dal segretario Palamara, fanno parte anche Silvana Sica (vicepresidente), Gateano Sgroia (vicesegretario), Antonio Balsamo (direttore della rivista della magistratura), assieme ai colleghi Grazia Miccoli, Alberto Luguori, Roberto Rossi e Paolo Corder, componenti del nuovo esecutivo. Una giunta di minoranza, dunque, ma con un obiettivo temporale limitato: sei mesi, ha spiegato il neopresidente Luerti, durante i quali Unicost lavorerà per ricostruire l'unità ai vertici del 'sindacato delle toghe'. Nel frattempo, "dialogo e confronto" con tutte le altre componenti. Più volte, durante la lunga riunione del rinnovato 'parlamentino', iniziata stamattina poco prima di mezzogiorno, sia dai rappresentanti di Unicost che da quelli di Mi sono venuti richiami a non rompere l'unità per assicurare una giunta forte e rappresentativa di tutta la magistratura. Ma dai colleghi delle correnti di sinistra, soprattutto da Md, il no è stato netto: chi ha vinto le elezioni, ora si assuma la responsabilità di governare l'Anm e di tener fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale. A bruciare, innanzitutto, le accuse di "collateralismo" venute dai gruppi moderati, compresa quella di aver "barattato" la riforma dell'ordinamento giudiziario, lanciata in piena campagna elettorale dallo stesso presidente uscente, Giuseppe Gennaro (Unicost). Accuse "intollerabili" per Md. E proprio contro Unicost i rappresentanti della corrente storica di sinistra delle toghe puntano l'indice per spiegare la loro scelta di stare all'opposizione "in questa fase": una posizione dettata dalle "concrete linee di azione e di condotta tenute dal gruppo di maggioranza relativa" negli ultimi mesi, spiegano. "E' un fattore di chiarezza che sia chiamato ad assumere effettive responsabilità rispetto alle promesse fatte nel corso di una disinvolta campagna elettorale il gruppo che pur avendo avuto la formale presidenza dell'associazione, ha scelto - chiariscono gli otto rappresentanti di Md nel 'parlamentino' - di non condividere fino in fondo scelte unitarie sul tema cruciale dell'ordinamento giudiziario e di sottrarsi all'impegno essenziale di impedire l'entrata in vigore della legge Castelli con tutti suoi negativi e incostituzionali corollari". Per questo Md fa sapere che intende vatutare la giunta "sulla base della chiarezza, della coerenza, dell'azione svolta e dei risultati ottenuti", assicurando anche che appoggerà "tutte le iniziative positive che verranno adottate", mentre non si tirerà indietro dal contrastare "inerzie, ambiguità e scelte di carattere negativo". Uno strappo forse ancora più netto si è consumato tra Unicost e Mi, i cui rappresentanti hanno appunto abbandonato la sala al sesto piano del 'Palazzaccio' di piazza Cavour, anche per l'atteggiamento considerato "irresponsabile" da parte dei colleghi che avevano scelto di dar vita ad una giunta di minoranza, monocolore. Poco comprensibile, secondo i nove esponenti della corrente più moderata è stata giudicata infatti la scelta di Unicost di andare avanti da sola, senza "neppure tentare di dar vita ad una giunta a due, tra i gruppi usciti vincitori alle elezioni, approfondendo i punti programmatici". Fonte Alice Notizie Commenti (0)
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