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 Al meeting di Cl a Rimini, come nel Pd a Roma: un imbucato. Pierluigi Bersani.

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Un grido d'aiuto Stampa E-mail
giovedì 02 ottobre 2008
(lettera firmata)
Mi chiamo Luigi, sono nato a Lecce e sono detenuto ingiustamente dal 3 giugno 2008 presso il carcere di Torino con la pena definitiva dell’ergastolo. Con la presente, postata da parenti ed amici, invio un grido di aiuto in quanto mi è stato riaperto il processo.
Processo dove ero stato assolto per non aver commesso il fatto e scarcerato il 19 febbraio del 2002.
Processo vizioso sin dall’avviso di garanzia e successivo ordine di custodia cautelare emesso senza fornire nuove prove.
Processo dove le accuse dei “collaboratori di giustizia” (uniche fonti di prova) non hanno trovato riscontro a partire dal non ritrovamento del cadavere.
Processo dove non ha retto il movente della Pubblica accusa, movente successivamente cambiato nell’appello Bis dopo l’assoluzione di II° grado, come è stato cambiato dai giudici tutto lo svolgimento del processo per avvalorare una fantomatica tesi accusatoria.
Processo dove sono stati calpestati tutti i diritti di prova presentati dagli avvocati e non accettate testimonianze a favore.
Processo imbastito su un fantomatico Teorema accusatorio messo in piedi dal P.M., che si è servito di collaboratori di giustizia non attendibili, come dimostrano altri procedimenti, e dico di più, uno di questi pentiti accusa in varie lettere sequestrate in carcere le scorrettezze processuali per incastrare, in altri processi, le persone. Tutto ciò facilmente certificabile.
Ora vi chiedo un tempestivo aiuto perché non è giusto che la mia vita sia distrutta per certi giochi di potere messi in atto da procure giustizialiste che calpestano tutti i diritti della Costituzione non curanti della vita delle persone. Faccio notare di aver avuto a che fare con la giustizia per errori di gioventù, errori scaturiti da uno stato di tossicodipendenza e da una società meridionale priva di diritti ma funzionale nei doveri.
Da questi errori sono uscito a testa alta prodigandomi con impegno e responsabilità nel reinserimento sociale come possono anche testimoniare gli uffici dei servizi sociali della città di Bologna ed il mio allontanamento dalla città natale e da ogni tipo e forma di delinquenza.
Spero e prego in un vostro riscontro alla presente ed in un vostro intervento per la sensibilizzazione del mio caso e l’aiuto per ritornare padrone della mia sacrosanta LIBERTA’. Se ciò non avvenisse inizierò lo sciopero della fame ad oltranza e successivo sciopero della sete, non aspetterò passivamente la lenta morte che provoca l’ergastolo, ma la anticiperò.

La risposta di GG:
Caro Luigi,
La preghiamo di farci avere qualche maggior dettaglio riguardo la riapertura del processo cui fa cenno.
A prestissimo.
La redazione
Commenti (1)Add Comment
Petizione
scritto da Ivan, ottobre 02, 2008
Abbiamo aperto anche una petizione sul sito: www.firmiamo.it/finepenamai a favore di Luigi e contro l'ingiustizia che regna nel nostro Paese!

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