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Processo civile, ecco la riforma: tempi brevi e niente cause inutili Stampa E-mail
giovedì 28 maggio 2009
di Massimo Martinelli per Il Messaggero del 27 maggio
Il tribunale civile assomiglierà sempre meno ad un girone infernale dove ogni bussola perde il magnete. Da quando? da subito; giusto il tempo di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale il testo della riforma licenziata ieri al Senato e fortemente voluta dal Guardasigilli Angelino Alfano, che ieri era soddisfatto «per questa riforma che ha come obiettivo l'accelerazione dei tempi del processo nell'ambito di una più ampia riforma che assicuri una giustizia più rapida per i cittadini». Centotrentasei voti favorevoli contro novantadue inspiegabilmente astenuti hanno dato il via libera ad una serie di piccole-grandi norme che mirano soprattutto ad eliminare dalla faccia del pianeta Giustizia i furbetti del codicillo. E anche del processo temerario. Quelli cioè, avvocati e procuratori, che non si tirano mai indietro davanti al cliente che chiede di fare causa a tutti, per tutto, senza nessuna possibilità di successo. Cause temerarie, appunto; che fino a ieri intasavano ruoli di udienza e registri di cancelleria. E adesso saranno individuate e sanzionate.
E pure pagate salatamente da chi le ha proposte. Senza entrare nel dettaglio, che potrebbe essere noioso, la riforma introduce anche una serie di obblighi per i professionisti dell’asso nella manica (della toga), cioè quegli avvocati che individuano il cavilletto che può far saltare il processo, se lo tengono nascosto in una piega del fascicolo, e al momento giusto, magari dopo decine di udienze, lo stendono sul tavolo del giudice e chiedono che il processo riparta daccapo. Ad esempio, se vuole farlo, il legale dovrà eccepire subito l’incompetenza del giudice; e anche lo strumento della ricusazione dovrà essere utilizzato con parsimonia. Perché le richieste di astensione di un collegio giudicante - per questo o per quel motivo - se poi sono palesemente sballate diventano una spesa: 250 euro sull’unghia, per aver fatto perdere tempo al processo.
E ancora, accanto a norme che faciliteranno la vita in Cassazione, come quella che introduce il filtro preliminare ai ricorsi senza il minimo fondamento, spunta anche l’obbligo alla transigenza. Nel senso che i legali dovranno cercare la conciliazione ad ogni costo, la trattativa, il buon senso. E anche chi ha ragione e rifiuta ogni proposta, rischia di pagare le “spese di vittoria”. E poi: azzerata la babele di riti civile, che da circa trenta diventano tre: ordinario, sommario, del lavoro. E ancora: banda larga per le comunicazioni telematiche, perché stavolta la penna e il calamaio finiranno davvero in soffitta. E anche gli ufficiali giudiziari dovranno inviare avvisi con la posta elettronica certificata, piaccia o non piaccia agli avvocatoni di un tempo che ancora scrivono a penna e passano la minuta alla segretaria. Anche perché il computer servirà anche a scambiare le memorie tra legali, nel corso del processo, comprese le deposizioni dei testimoni, che potranno essere raccolte in forma scritta fuori dall’aula giudiziaria. L’obbiettivo è ambizioso: stabilire fin dal primo atto quale sarà la durata del processo, in modo da fornire al cliente la data presunta in cui uscirà dal tunnel.
Commenti (1)Add Comment
condivido.... processi brevi...
scritto da johanna, febbraio 08, 2010
sono d'accordo alla legge processi brevi,finalmente la Giustizia italiana non sarà piu lenta....mi auguri che passi,il nostro MINISTRO ALFANO,stà facendo la cosa giusta....

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