| Boom di pentiti ad Agrigento |
|
|
| marted́ 13 febbraio 2007 | |
|
L’ultimo, in ordine di tempo, è Pietro Mongiovì, di Sant’Angelo Muxaro, arrestato nel maggio del 2005, ritenuto uno degli esecutori dell’omicidio di Vincenzo Vaccaro Notte, imprenditore, rientrato dalla Germania, che voleva aprire in paese una regolare agenzia di pompe funebri, che però faceva concorrenza al racket illegale del caro estinto. Qualche mese dopo venne anche ucciso un fratello di Vaccaro Notte che intendeva proseguire l’attività del fratello, del quale, peraltro, era riuscito anche a scoprire gli assassini. Pietro Mongiovì ha già sottiscritto numerosi verbali di interrogatorio, nei quali ha raccontato il suo ruolo all’interno della consorteria di S. Angelo Muxaro, legata a quella di Santa Elisabetta. Prima di lui si era pentito un altro santangelese, Giuseppe Vaccaro, arresato assieme a Mongiovì. Sono collaboratori di giustizia, dunque, Alfonso Falzone, Ignazio Gagliardo, Giulio Albanese, Maurizio e Beniamino Di Gati, Luigi Putrone e Pasquale Salemi. E indagini sono in corso da parte dei Carabinieri di Favara e della DDA di Palermo su una lettera contenente minacce e insulti recapitata nei giorni scorsi ad alcuni parenti di Laura Vaccaro, magistrato di Favara in servizio alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Laura Vaccaro da anni è impegnata in prima fila contro la mafia e attualmente è pubblico ministero al processo per l’omicidio del giornalista Mario Francese e su diversi casi di malasanità. Qualche anno fa parlando proprio a Favara, nel corso di un convegno, si rivolse ai mafiosi presenti in sala per esprimere tutto il suo disprezzo. E’ di Favara anche un altro magistrato donna, Franca Imbergamo, anche eli impegnata nella DDA di Palermo. E la Polizia di Stato di Palermo, su disposizione della Dda, ha posto sotto sequestro beni mobili, immobili e imprese riconducibili ad alcuni boss di Cosa nostra, per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Gli accertamenti patrimoniali sono il risultato delle indagini svolte a seguito dell'operazione Ghota, condotta dalla Squadra mobile di Palermo. Gran parte dei beni sequestrati fanno riferimento al capomafia Antonino Rotolo. Sono stati sequestrati tre imprese edili, una gioielleria, lotti di terreno, tre ville nel quartiere Uditore, due fabbricati in corso di ristrutturazione in una zona centrale, una palazzina nel centro storico ed un grande edificio, nel rione Villa Tasca, che ospita una sala Bingo, nonché i conti correnti degli indagati e delle imprese. Fonte Agrigento Notizie Commenti (0)
![]() Scrivi commento
|









