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Uno sfogo inconcludente e incomprensibile |
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giovedì 04 febbraio 2010 |
di Mauro Mellini Mi è stato segnalato, ed ho quindi potuto sentirne la registrazione, un accenno alla mia persona nella conversazione tra Massimo Bordin e Marco Pannella a Radio Radicale di domenica 31 gennaio. Pare che Edoardo Montolli, autore di un ponderoso libro su Genchi, titolare di una sorta di privativa delle intercettazioni, oggetto della conversazione, avesse espresso “critiche” contro alcune posizioni politiche, citando tra l’altro un mio articolo su questo sito. Non so per quale motivo (forse perché Montolli aveva definito tali critiche “radicali”?), Massimo Bordin aveva ritenuto di dover precisare “che comunque Mellini non espone più le posizioni dei radicali italiani e del partito radicale”. “Precisazione”, in verità, del tutto pleonastica ed inconcludente, ma certo puntuale e legittima. Ma quel che ha attratto l’attenzione di quanti mi avevano segnalato l’episodio e che, francamente, ha suscitato poi in me curiosità e divertimento, è stato il fatto che, a questa affermazione, Marco Pannella sia saltato su, con un tono tra il sarcastico ed il battagliero, con queste parole “e nemmeno di quelli romani, nemmeno quelli di Tolfa e di Allumiere perché lui ha quell’origine”. Non mi dispiace affatto, che qualcuno voglia ricordare che sono originario di Tolfa (Allumiere, è un’altra cosa). Mi dispiace e mi sconcerta che Marco abbia voluto con ciò e col rilievo che non esprimo più nemmeno le posizioni di ipotetici radicali di quelle parti, concedersi, una sorta di sfogo tanto inconcludente ed incomprensibile, quanto innegabilmente astioso. Spero, comunque, che sia del tutto ingiustificata l’interpretazione del poco chiaro duetto, che si fondi sull’opinione, ad esso sottesa, che chi non parla a nome, per conto ed in rappresentanza di una forza o di un gruppo politici, magari solo degli ectoplasmi di essi, non possa esprimersi su fatti di gravissima rilevanza politica (e non solo) quali la storia del mega appalto delle intercettazioni. Stia comunque tranquillo Marco. Da quando fui, di fatto, allontanato dal partito radicale perché mi opponevo al suo scioglimento, ho preso sul serio tale scioglimento, ed assai meno i “ritorni” variamente congegnati e motivati, e, anche per ciò mi sono sempre ben guardato dal presentarmi come “radicale” e tanto meno “rappresentante” di radicali sia pure di Tolfa o di Allumiere. Non ho bisogno, io, di darmi tale o altra qualifica e di riconoscere improbabili resurrezioni di ciò che è stato, mio malgrado soppresso e sprecato, per dire quel che ho da dire, quando l’ho da dire.
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