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Editoriale

 RIFLESSIONI IN UN'ESTATE SCOMBINATA (I parte)
UNA RIFORMA HA CONSENTITO L’IMBROGLIO
di Mauro Mellini

Tanto si parla e si scrive della casa a Montecarlo di Gianfranco Fini (o di chi sa chi, ma da lui “goduta” – si fa per dire). Nessuno però ha voluto (o saputo) ricordare che se questo brutto imbroglio di un patrimonio lasciato in eredità ad un partito e finito nella disponibilità personale (e para famigliare) del suo leader è stato possibile, si deve ad una riforma del regime delle persone giuridiche approvata qualche anno fa con il consenso di un po’ tutti (ed in particolare della Chiesa, che così si è liberata dei vincoli al suo patrimonio immobiliare) con l’attribuzione della personalità giuridica ed il pieno diritto di possedere immobili per associazioni e fondazioni create senza bisogno di autorizzazioni statali e senza bisogno di autorizzazioni per ricevere eredità, acquistare ed alienare immobili.
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Per non dimenticare

 Sui temi etici Futuro e Libertà può fare male‎
di Filippo Facci per Libero

Caro direttore, mi rifaccio al tuo editoriale di ieri in cui evidenzi come nella compagine di Futuro e Libertà, circa i temi etici, convivano gli orientamenti più vari e disparati: a libertari come Luca Barbareschi si affiancano cioè monumenti un tantino reazionari come Mirko Tremaglia, per dire. So che il tuo ragionamento è più generale e che tende a chiedersi quale sia il collante di Futuro e Libertà: siccome ti è noto quanto i temi etici mi stiano a cuore, però, chiedo di poter riproporre qualche dubbio a riguardo.
Tu stesso ricordi che un partito non è una caserma e che su certi argomenti è normale che cambino gli orientamenti. Bene.

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Il mirabile Di Pietro Stampa E-mail
luned́ 08 febbraio 2010
Ha scritto il mirabile Antonio Di Pietro sul proprio blog: «Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo. Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un'unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia».
Il problema è che il mirabile di cui sopra fa finta di non rammentare un referendum datato 8 novembre 1987, che ha registrato circa 26 milioni di votanti dei quali ben l’86,70% si espresso favorevolmente. A che cosa? Alla responsabilità civile dei magistrati. Il mirabile dovrebbe ben sapere che, ad oggi, abbiamo soltanto la legge 117 dell’88, quella, per intenderci, che prevede che il cittadino può rivalersi – in caso di errori colposi o dolosi – non contro il magistrato che ha commesso lo sbaglio, ma contro lo Stato.
Mirabile, davvero mirabile quest’uomo!
                                                                                                                 (p.)
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