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Vista l'accoglienza riservata a Schifani e a Bonanni, all'ingresso della festa del Pd di Torino installeranno i tornelli.
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Editoriale
RIFLESSIONI IN UN'ESTATE SCOMBINATA (I parte) UNA RIFORMA HA CONSENTITO L’IMBROGLIO di Mauro Mellini Tanto si parla e si scrive della casa a Montecarlo di Gianfranco Fini (o di chi sa chi, ma da lui “goduta” – si fa per dire). Nessuno però ha voluto (o saputo) ricordare che se questo brutto imbroglio di un patrimonio lasciato in eredità ad un partito e finito nella disponibilità personale (e para famigliare) del suo leader è stato possibile, si deve ad una riforma del regime delle persone giuridiche approvata qualche anno fa con il consenso di un po’ tutti (ed in particolare della Chiesa, che così si è liberata dei vincoli al suo patrimonio immobiliare) con l’attribuzione della personalità giuridica ed il pieno diritto di possedere immobili per associazioni e fondazioni create senza bisogno di autorizzazioni statali e senza bisogno di autorizzazioni per ricevere eredità, acquistare ed alienare immobili. Leggi tutto
Sui temi etici Futuro e Libertà può fare male di Filippo Facci per Libero Caro direttore, mi rifaccio al tuo editoriale di ieri in cui evidenzi come nella compagine di Futuro e Libertà, circa i temi etici, convivano gli orientamenti più vari e disparati: a libertari come Luca Barbareschi si affiancano cioè monumenti un tantino reazionari come Mirko Tremaglia, per dire. So che il tuo ragionamento è più generale e che tende a chiedersi quale sia il collante di Futuro e Libertà: siccome ti è noto quanto i temi etici mi stiano a cuore, però, chiedo di poter riproporre qualche dubbio a riguardo.
Tu stesso ricordi che un partito non è una caserma e che su certi argomenti è normale che cambino gli orientamenti. Bene.
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Fetore |
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luned́ 08 febbraio 2010 |
Adesso, ci può anche stare che Gioacchino Genchi, il consulente dell’ex pm di Catanzaro De Magistris (e non solo suo…), si presenti al congresso dell’Italia dei Valori; e ci può anche stare che per attirare un po’ di attenzione su di sé spari la prima fesseria che gli viene in mente (“Nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c’è nulla di vero"); e ci può ancora anche stare che lo stesso Genchi difenda l’indifendibile (cioè Di Pietro) "dagli schizzi di fango che stanno arrivano". Ci può stare tutto, al primo congresso dell’IdV dopo diversi anni dalla sua nascita: anche Genchi, quindi davvero tutto.
Quello che non ci dovrebbe stare, invece, è un leader di quel partito che, dopo essersi messo in casa una bomba vacante come l’«uomo dei telefoni», ha la faccia tosta (e non vogliamo essere volgari…) di dichiarare che "è grave che Genchi abbia fatto certe affermazioni al congresso dell’Italia dei Valori. Rinnoviamo la condanna ferma del gesto di Tartaglia. Quello che è accaduto è chiaro e non credo che la magistratura debba aprire una indagine su una teoria del complotto che non ha alcun fondamento. Queste tesi fantascientifiche non appartengono alla cultura della giustizia e della legalità dell’Idv". E’ come mettersi una puzzola nel proprio appartamento e poi meravigliarsi del fetore imperante. (kappa)
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