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Fini di Fatto |
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lunedì 26 aprile 2010 |
di Puntaspilli Qui delle due una: o non si sono capiti, o uno dei due (o forse entrambi) si è spiegato male. Perché non riteniamo possibile – né, tanto meno, credibile – che uno dei maggiori sostenitori del Presidente della Camera Gianfranco Fini, (ex leader di Alleanza Nazionale e co-fondatore del PdL) sia diventato Marco Travaglio il quale, a sua volta, ha trascinato con sé il Fatto Quotidiano, direttore compreso. Su AnnoZero, per il momento, taciamo. Sabato scorso, prima pagina della testata diretta da Antonio Padellaro: titolo centrale «Minacce e ricatti. Bossi ordina a Berlusconi: ora caccia Fini»; editoriale del Travaglio (o doglie se più piace) pro-Fini e contro Lega e Corriere della Sera; intervento di Furio Colombo dal titolo «Lega padrona»; incipit dell’articolo di Luca Telese dal titolo «Gianfranco prepara il contropiede».
Sempre il Fatto di sabato, ma pagina due: titolo centrale «Il contropiede di Fini e la trincea-intercettazioni» (lo stesso della prima pagina a firma Telese). A pagina tre «Il conto di Bossi» e il “francobollo” che pubblicizza la presenza del Presidente della Camera al programma tv dell’Annunziata previsto per il giorno dopo, mentre a pagina quattro, nell’ordine: il pensiero di Flavia Perina («E’ stato lui (finalmente) a rompere il partito di plastica»), un pezzo dedicato agli uomini dell’ex presidente di AN («Loro non hanno (ancora?) abbandonato Fini») ed una scheda sulla Presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio (“Bongiorno, l’angoscia del premier”). Di fatto, quelli del Fatto, sono fini perché cavalcano Fini pur di andar contro il loro acerrimo nemico. Altrettanto, però, non è fine Fini che si presta ad essere, di fatto, strumento anche del Fatto e delle sue meschine campagne contro il capo del Governo. La situazione non vi è chiara? Francamente neppure a noi.
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Un p0' confuso si, come ragionamento!