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Antisettarismo giustizialista e giustizia antisettaria Stampa E-mail
domenica 17 aprile 2011
Indice articolo
Antisettarismo giustizialista e giustizia antisettaria
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di Raffaella di Marzio

INTRODUZIONE
Questo articolo vuole essere un contributo alla segnalazione di ingiustizie compiute dalla giustizia a danno dei cittadini onesti che, come nel mio caso, sono del tutto indifesi di fronte a provvedimenti sanzionatori presi in seguito a segnalazioni che possono sembrare fondate e che in seguito, alla prova dei fatti, si rivelano del tutto false.
Quando la verifica rende finalmente giustizia al malcapitato i danni per quest'ultimo sono già gravissimi. Nel mio caso il riconoscimento della totale infondatezza della notizia di reato è arrivato dopo tre anni.

I danni che ho subito sono incalcolabili non solo da un punto di vista economico ma anche personale, psicologico, danni all'immagine e alla attendibilità della mia attività scientifica di ricerca e insegnamento, ripercussioni sulla famiglia, le relazioni con colleghi e anche con l'Ordine Professionale a cui appartengo sono talmente numerose che sarebbe necessario un libro solo per elencarle tutte.

Con questo articolo vorrei anche segnalare la gravità di quanto sta accadendo nel Senato della nostra Repubblica, dove, attualmente, gruppi di pressione sono in piena attività per far approvare un disegno di legge (DDL 569) che introdurrebbe nel nostro ordinamento il reato di “manipolazione mentale”. La mia vicenda è strettamente connessa alla questione “plagio” o “manipolazione mentale” poiché io non sono stata vittima solo della giustizia ingiusta ma anche del terrorismo mediatico di alcuni gruppi antisette che da anni sono impegnati a suscitare allarme sociale e panici morali al fine di creare il “bisogno artificiale” di reintrodurre questo reato nel nostro Codice Penale, peraltro già abolito dalla Corte Costituzionale nel 1981. Nella loro opera contro di me questi personaggi hanno strumentalizzato anche la giustizia. Alla fine tutto si è chiarito, ma ho subito angherie, persecuzioni e diffamazioni per tre lunghi anni.

Questi sono danni che non si possono ignorare, specie quando il fine per cui si usano certi mezzi, non è solo quello di colpire un avversario, ma anche di far passare leggi ingiuste e draconiane, nonché procurarsi ingiusti vantaggi in termini di reputazione, immagine e, chi lo sa, forse anche economici.
Se c'è, come penso, dietro la mia vicenda, un piano perverso per legiferare in modo liberticida, allora quanto sta avvenendo non riguarda solo me, ma tutti noi perché si tratta di difendere, nel nostro Paese, la democrazia e le libertà individuali.

CHI SONO
Sono un'insegnante di religione cattolica dal 1981 e dal Marzo 2010 sono iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Lazio, con autorizzazione all'esercizio della professione. Mi occupo, da oltre 15 anni, di studio e assistenza nel settore specifico riguardante la diffusione di “sette religiose” e forme alternative di spiritualità in Italia e all'estero. Ho fondato un centro di consulenza e informazioni a Roma per tutte le persone che hanno problemi a causa di sette religiose e forme nuove di spiritualità alternativa: il Centro di Consulenza online SRS (Sette, Religioni e Spiritualità). Sono membro del Direttivo della SIPR (Società Italiana di Psicologia della Religione). Ho pubblicato oltre cento articoli scientifici sul cosiddetto “controllo mentale” o “ manipolazione mentale” e, in generale, su Nuovi Movimenti Religiosi. Sono tra i collaboratori dell’Enciclopedia delle Religioni in Italia, a cura del CESNUR (Centro Studi Sulle Nuove Religioni) e della Encyclopedia Religions of the World. A Comprehensive Encyclopedia of Beliefs and Practices (J. Gordon Melton - Martin Baumann [eds.], ABC CLIO, Santa Barbara [California] 2002). Sono corrispondente per l'Italia dell'ICSA (International Cultic Studies Association).


I FATTI
Tutto è cominciato con una richiesta di informazioni e aiuto che ho ricevuto nel Novembre 2007. La persona che mi scriveva era Pietro Bono, uno dei maestri di ARKEON, un movimento di ricerca antropologico-spirituale della cui esistenza io non ero a conoscenza. Pietro Bono mi scrisse per dirmi che i loro seminari erano stati sospesi dal fondatore Vito Carlo Moccia, autonomamente, dall’ottobre del 2007, in seguito all’apertura di indagini su di loro e alla consegna di alcuni avvisi di garanzia da parte della Procura di Bari.

Mi chiedeva aiuto perché lui, la sua famiglia e le famiglie di molti altri aderenti allo stesso gruppo erano state oggetto di alcune trasmissioni televisive, articoli giornalistici e discussioni in Internet nelle quali ARKEON veniva definito “psicosetta” o “psicosetta satanica” e loro, i membri del gruppo, denigrati e considerati tutti “plagiati”. Questa persona mi indicò alcuni link dai quali si accedeva alle registrazioni delle trasmissioni, ad articoli di giornali e forum di discussione nei quali un certo numero di persone (sotto pseudonimi) denunciavano gli abusi subiti nella “psicosetta” ARKEON. Mi aveva anche chiesto dei chiarimenti su cosa fosse il lavaggio del cervello e il plagio e io l’ ho invitato a leggere alcuni miei articoli pubblicati sul mio sito.

Il caso di questa associazione mi sembrò subito interessante per i miei studi e pensai di approfondire la conoscenza del caso, come faccio sempre quando vengo a conoscenza di un nuovo gruppo spirituale-religioso. Ho anche informato il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni di Torino), con il quale collaboro da anni nella realizzazione dell’opera online “Le religioni in Italia”, perché una scheda su questo gruppo, come altri di cui ogni giorno veniamo a conoscenza, poteva essere inserita nell’opera.

Ho cominciato, così, a raccogliere informazioni su ARKEON cercando, come previsto in casi di questo genere, di non lasciarmi influenzare troppo dai media e dalle testimonianze lette. Dopo la prima ricognizione delle informazioni che circolavano sulla rete e di quelle diffuse dai vari media, ho cercato il Sito Web di ARKEON per leggere la loro versione dei fatti o almeno il loro modo di presentarsi, ma i loro siti erano stati oscurati e quindi in rete rimanevano solo le testimonianze dei critici.

Ho cercato notizie di ARKEON in altri ambiti, in ambienti universitari e centri di studio, ma nessuno sapeva dire nulla in proposito, se non quello che avevano detto i media.



 

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