di Mauro Mellini
Il Presidente Napolitano ha dichiarato, a proposito dei referendum di domenica: “Faccio sempre il mio dovere di elettore, vado a votare”.
Indubbiamente Napolitano farà il suo dovere. Se ritiene che l’esito da lui auspicabile del referendum dipenda da un voto positivo o, assai meno probabilmente, negativo, crediamo che non si sottrarrà certamente al dovere di comportarsi in conseguenza di questo suo convincimento andando a votare.
Se, invece, Napolitano, vuole farci sapere che è dovere degli elettori andare comunque a votare e che per l’elettore le potestà alternative sono solo quelle di votare Si o No, sbaglia. E se non sbaglia, cioè se non si inganna sul dovere del cittadino e, più in generale, sul meccanismo giuridico-istituzionale del referendum, allora (non vorremmo essere costretti a formulare questa ipotesi neppure per far capire meglio e più semplicemente il senso del discorso) inganna i cittadini ed abusa del suo ruolo.
Io sono convinto di fare il mio dovere di elettore, come certamente lo è Napolitano, non andando a votare. E non solo perché i referendum in questione sono tutti in vario modo surrettizi, relativi a materie in cui il quesito referendario non dà una risposta univoca e precisa ai molti (troppi) interrogativi che la materia impone.
Sono convinto di esercitare un mio indiscutibile diritto, e quindi di compiere il mio dovere, valutando il mancato raggiungimento del quorum, cui concorrere con la mia astensione dal voto, come il miglior mezzo per impedire l’eventualità di una abrogazione delle norme sottoposte a referendum, eventualità che reputo, deleteria, anche per l’ambiguità del quesito.
Napolitano ha un passato di “migliorista” e, forse, potremmo dire, un presente. I miglioristi si sono sempre distinti per la ragionevolezza delle loro obiezioni alle tesi ed ai comportamenti dei trinariciuti, ma anche per la ragionevolezza nel non insistere a contraddirli e nella decilità del loro “allineamento” all’irragionevolezza dei loro compagni.
La ragionevolezza è, in genere, apprezzabile.
Talvolta no. E’ una virtù ed un vizio. Difficile a perdersi.