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giovedì 15 dicembre 2011
di Alessandro Rinnaudo

Sabato sera, in barba alla crisi ed al paventato e più che mai certo arrivo di bordate di tasse ed aumenti vari, sono andato a mangiare una pizza con mia moglie presso un ristorante di amici sul lungomare della mia città di residenza. Durante la nostra permanenza nel locale, i nostri amici ci hanno messo al corrente riguardo la loro volontà di vendere il ristorante e trasferirsi in Nuova Zelanda per aprire una struttura ricettiva. Il primo pensiero che mi è venuto è stato la certezza di uno scherzo, per accompagnare le lamentele sulla manovra del Governo Badoglio-Monti, dopo pochi minuti ho avuto la certezza del fatto che non stavano scherzando e che entro due anni riusciranno a trasferirsi in nuova Zelanda, essendo comunque già in contatto con una gentile e solerte funzionaria delle autorità locali.
Ieri al telefono con un mio caro amico, dirigente di un’importante Ente, ho appreso che un suo amico ha deciso di chiudere la sua impresa e trasferirsi in Costa Rica.
Due pazzi direte voi, due sballati che hanno reagito male alla manovra del Governo e vanno ad impelagarsi all’estero. Chissà… E se fossero due esempi di quello che bolle nella pentola della società italiana? Sinceramente sono rimasto molto colpito da questi due fatti…ed io che sogno di aprire un alberghetto in Sud Tirolo…oggi più che mai mi rendo conto che la voglia di vivere in una realtà diversa dall’Italia attuale è forte in molti di noi. Emigrare all’estero, nel 2012, anche se parliamo di un’emigrazione ben diversa da quella dei nostri connazionali che tanti anni fa emigravano in Germania, in Belgio, in America, con quattro stracci chiusi in una valigia di cartone, tenuta su più dalla speranza in un futuro migliore che dallo spago. Mi suonano in testa le parole di una canzone di Francesco De Gregori…”per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America..”. Padri nostri…accumulati come bestie ad Ellis Island, in attesa di un visto per la fortuna, scappando da una condizione di miseria certificata. Oggi che succede? Che senso ha emigrare alle soglie del 2012? Rivolgiamo questa domanda ai nostri migliori cervelli che già da tempo hanno dovuto lasciare lo Stivale per trovare una collocazione soddisfacente. Si è davvero ora, per chi può, specie le giovani generazioni, più che mai senza futuro, gli imprenditori in cerca di fare business in un Paese che dia servizi e  non li criminalizzi, paragonandoli a mucche da mungere, i pensionati ancora in forze, che con la loro pensione in Italia non riescono ad arrivare a fine mese e magari in un altro Paese potranno vivere decorosamente. Non sto delirando ma è arrivato il momento di proclamare “abbandonare la nave, si salvi chi può”, siamo un relitto alla deriva, sebbene siamo una penisola, privi di una classe politica, un’orda di nullafacenti che vive alle nostre spalle e che non ha il coraggio di rinunciare ai propri privilegi. L’Italia ha portato i libri in Tribunale, è sotto Curatore Fallimentare, dal punto di vista politico-amministrativo il fallimento è certo ed a pagarlo saremo tutti noi cittadini. Il Governo “tecnico” di Badoglio-Monti, l’esecutivo dei banchieri, sta mettendo in atto una spremuta dei cittadini italiani, fino alla scorza, frullando pure i semi. L’ultima vessazione, la tassa di 34 euro sull’estratto conto bancario delle persone fisiche, 100 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Ma vi rendete conto? Ma, dico io, Prof. Sen. Mario Monti, Lei conosce il valore dei soldi? 100 euro per un estratto conto? Una tassa per i peti no? Questo è il Titanic-Italia. Via tutti, lasciamo che il Paese diventi uno zoo per questa classe politica di alieni, per le caste, lo Jurassik Park di quelli che stanno trascinando nel baratro la nostra nazione. Nemo profeta in Patria…si se volete vivere decentemente…Ingrata Patria non avrai le mie ossa, recitava Scipione L’Africano, il nostro Mastro Titta Badoglio Monti, ci tasserà anche quelle, magari alzando le tariffe per le inumazioni. Fuori tutti, con la nostra valigia di cartone carica di aspettative per il futuro, con lo sguardo verso il sole del domani che sta per sorgere, una lacrima furtiva che scende dagli occhi, ma il piede ben saldo sul pedale dell’acceleratore, senza rimpianti.
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