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Dentro la resistenza iraniana

Tengo molto a questa intervista in quanto racconta realtà dell’Iran che troppo spesso non si conoscono o vengono trascurate. Chi risponde alle domande è Mahmoud Hakamian (Ahmad), rappresentante dell’ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Italia, che ringrazio molto per la sua disponibilità.

Ahmad descrive un Iran dove i diritti vengono sistematicamente calpestati e mostra una alternativa alla guerra per risolvere il problema del programma nucleare iraniano. Il CNRI ha un sito anche in italiano che trovate qui. Secondoprotocollo.org continuerà a seguire il CNRI e a pubblicare periodicamente le notizie o i comunicati che ci verranno inviati nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa realtà. Buona lettura.

D: Che cosa è il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana?
R: Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), è una coalizione di organizzazioni, gruppi e personalità democratiche Iraniane fondata nel 1981 a Teheran per iniziativa di Massoud Rajavi, il Leader della Resistenza Iraniana. Il CNRI è composto da 550 membri, inclusi rappresentanti di diverse minoranze etniche e religiose, tra cui Curdi, Baluci, Armeni, ebrei, cristiani e zoroastri, rappresentanti delle tendenze politiche in Iran. Più della metà dei membri del CNRI sono donne. Agendo come Parlamento in esilio il CNRI ha lo scopo di formare un governo di coalizione democratico e secolare, in Iran. L'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo è il più grande e più popolare gruppo di Resistenza in Iran. La presidente eletta dal consiglio nazionale della resistenza iraniana per il periodo transitorio (dopo il rovesciamento dei Mollah ) è la Sig.ra Maryam Rajavi
D: Come collabora il CNRI con le istituzioni internazionali?
R: Il CNRI in molti paesi europei e anche in America ha presenza e ha rapporto con parlamentari, europarlamentari,giuristi, associazioni umanitarie e gli organi internazionali e ha sedi ufficiali anche in alcuni paesi come Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania e Norvegia.
D: Cosa sono i Mujahedin del Popolo Iraniano (PMOI)
R: Mojahedin del popolo è il principale movimento del CNRI. È stata fondata nel 1965 con l’obiettivo di sostituire il regime dello Scià in Iran e, quindi, il regime dei mullah, con una democrazia e un regime secolare. I Mojahedin credono a un Islam democratico e tollerante e credono alla uguaglianza tra le donne e uomini. Durante la monarchia dello scià tutti i dirigenti dei Mojahedin erano in carcere .Dopo la rivoluzione contro lo Scià i Mojahedin si erano trasformati in una delle avanguardie della secolare opposizione alla Repubblica islamica. Il Sig. Massoud Rajavi è stato scelto per la candidatura alla presidenza della nuova repubblica da parte di milioni di giovani, donne, intellettuali e minoranze etniche e religiose. Temendo che la vittoria di Rajavi ( leader dei Mojahedin) potesse rovesciare l'emergere del totalitarismo religioso che stava modellando l’Iran, Khomeini tradì la sua promessa iniziale di non intervenire nelle elezioni e pubblicò una fatwa (decreto religioso) a nomina di Rajavi, un veto per la presidenza. Questa mossa ha soltanto contribuito ad aumentare la popolarità dei Mojahedin. Nelle prime elezioni parlamentari nel mese di Marzo ed Aprile del 1980, i Mojahedin hanno ricevuto il secondo più alto riscontro di voti a livello nazionale, secondo soltanto al partito Repubblicano islamico di Khomeini, malgrado gli enormi imbrogli e la frode elettorale da parte dei mullah. Il candidato di Teheran, Rajavi ricevette 550.000 voti, ma Khomeini gli impedì di entrare in parlamento. In un discorso nel mese di giugno del 1980 allo stadio Amjadieh di Teheran, il sig. Rajavi ha criticato i capi del regime riguardo alla soppressione delle libertà. Il quotidiano dei Mojahedin, con una distribuzione di 500.000 copie, ha avuto allora il più grande numero di lettori in Iran. Il progressivo e rapido aumento dei Mojahedin non era qualcosa che Khomeini poteva tollerare. I primissimi mesi del 1981 hanno testimoniato un brusco aumento negli attacchi ai raduni dei Mojahedin, dell'assassinio di simpatizzanti dei Mojahedin mentre vendevano giornali dell'organizzazione, e del numero di fatwa dei vari mullah in tutto il paese, dichiaranti che era “ammissibile per religione” uccidere un Mojahedin e confiscare le loro proprietà perché “traditori” che non accettavano la versione dell’Islam dei mullah. Il 20 giugno 1981, Khomeini pubblicò un ordine pubblico alle guardie della rivoluzione per respingere una dimostrazione contro mezzo milione di residenti a Teheran, che avevano risposto alla chiamata dei Mojaehdin per dimostrare contro la tirannia dei mullah. Dozzine di uomini sono morti fucilati e centinaia furono arrestati. Nello stesso giorno cominciarono le esecuzioni capitali. Decine di migliaia di membri dei Mojahedin, sostenitori ed altri attivisti di opposizione sono stati giustiziati in pochi mesi dalla politica più sanguinaria nella storia dell'Iran. Dal quel giorno fin da oggi più 120 mila persone sono stati fucilati di cui la maggior parte di loro simpatizzanti dei Mojahedin. {mosimage}
D: Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea impone l'annullamento dell'inserimento dei Mujahedin del Popolo Iraniano nella lista delle organizzazioni proscritte, cioè ha identificato il PMOI come una organizzazione non terroristica. La Gran Bretagna si rifiuta di aderire alla sentenza. Per quale motivo secondo lei?
R: È proprio anche la nostra domanda. Nonostante l'appoggio della maggioranza del parlamento Britannico alla resistenza iraniana il governo Britannico ancora continua nella politica di condiscendenza con i Mullah a causa degli interessi economici prendendo così posizione contro il popolo iraniano.
D: Il CNRI ha come presidente eletto una donna, la signora Maryam Rajavi, è un segnale verso il regime dei Mullah e verso la comunità internazionale riguardo alla parità di diritto tra i sessi?
R: La Sig.ra Rajavi lotta da tanti anni, prima contro lo scià e poi contro il regime fondamentalista religioso attuale. E in questo periodo ha dimostrato la sua competenza per essere un leader democratico. Naturalmente il suo ruolo darà speranza per le donne e i giovani iraniani ed anche è una risposta al fronte del regime misoginia che con la repressione della donne vuole restare al potere.
D: Quali sono le principali violazioni dei diritti umani commesse dal regime dei Mullah?
R: La repressione del regime clericale si applica genericamente a tutti, come la repressione delle donne e di particolari gruppi dissidenti come il MEK. Una panoramica statistica della repressione in Iran può descrivere in qualche modo la vera natura del regime.
- 120,000 esecuzioni politiche
- 500,000 casi di prigionieri politici e di torture
- il massacro di 30.000 prigionieri politici solo in pochi mesi dell’estate del 1988
- l’ utilizzo di 174 tipi di tortura contro i prigionieri politici
- 450 casi di terrorismo al di fuori dell’Iran dove 220 obiettivi erano dissidenti iraniani e il resto erano stranieri
- l’arresto di più di 700.000 persone all’anno in anni recenti e l’arresto per un totale di otto milioni di persone durante il governo di questo regime
- migliaia di casi di esecuzioni per impiccagione pubblica
- l’uso pubblico di torture fisiche di stampo medievale come la lapidazione, l’amputazione di braccia e gambe, l’estrazione di occhi, la decapitazione, le frustate
- la discriminazione contro le donne in tutti i campi
- a repressione delle minoranze religiose e etniche
- la chiusura di 133 giornali e riviste durante la presidenza Khatami, il cosiddetto moderato. Centinaia di nuovi media sono stati chiusi o sospesi dall’inizio di questo regime.
- l’istituzione di 25 organi direttamente coinvolti nella repressione della popolazione.
- l’aumento del numero dei suicidi e di casi di persone che si sono date fuoco specialmente tra le donne che sono sottoposte ad enormi pressioni sociali e politiche che sconfinano spesso nella depressione
Le statistiche che seguono rivelano invece altri danni a lungo termine con effetti indiretti frutto del regime brutale in Iran:
- morte o menomazione di due milioni di persone nella guerra Iran Iraq.
- più di un miliardo di dollari di danni economici durante la guerra Iran Iraq
- il 70% delle persone iraniane vivono al di sotto della soglia di povertà. Come esempio durante la recente dimostrazione degli insegnanti che ha interessato tutto il paese, è stato dichiarato che 700.000 insegnanti iraniani vivono al di sotto della soglia di povertà
- 7 milioni di drogati.
- importazione e distribuzione di 12 miliardi di dollari di beni di contrabbando. Questo è solo l’ammontare di beni importati nel paese in un anno dalle guardie rivoluzionarie tramite l’utilizzo di porti non governativi.
Il regime clericale mantiene il record per le esecuzioni politiche nella seconda metà del 20° secolo.{mospagebreak}
D: Che posizione ha il CNRI riguardo al programma nucleare iraniano?
R: Primo: l’Iran è un paese ricco di petrolio e di gas ma come gia detto il 70% delle persone iraniane vivono al di sotto della soglia di povertà. Come esempio durante la recente dimostrazione degli insegnanti che ha interessato tutto il paese, è stato dichiarato che 700.000 insegnanti iraniani vivono al di sotto della soglia di povertà, per questo il popolo iraniano non ha bisogno alla energia nucleare, invece ha bisogno di pane e di cibo.
Secondo: il regime iraniano non vuole energia nucleare perchè un programma per l’energia nucleare civile non necessita di essere nascosto per 18 anni, anzi loro vogliono la bomba nucleare e ci si stanno avvicinando e se arriveranno alla bomba nucleare, un regime fondamentalista con la bomba atomica sarà una catastrofe non solo per la zona ma per il tutto mondo.
D: Quali sono le vostre strategie di contrasto al regime dei Mullah e che obbiettivi avete?
R: Il nostro obiettivo è di sostituire il regime dei mullah in Iran con un regime democratico e secolare. Nel programma del CNRI si afferma la separazione fra stato e religione, uguaglianza tra le donne e gli uomini e rispetto dei diritti delle minoranza etniche come per esempio in Kurdistan.
D: La comunità internazionale vi aiuta nella vostra lotta? Se si, in che modo lo fa?
R: Recentemente più di 1000 parlamentari in vari paesi europei in una dichiarazione hanno sostenuto i Mojahedin del popolo iraniani. Noi abbiamo un vasto rapporto con parlamentari ed europarlamentari ed anche con i membri del congresso americano e il senato.
D: Cosa chiedete alla comunità internazionale?
R: Noi chiediamo dalla comunità internazionale di far conoscere il diritto della resistenza del popolo iraniano e chiediamo tramite gli organi internazionali come l’ONU di applicare sanzioni economiche e politiche contro questo regime ed anche di appoggiare la resistenza democratica iraniana. Per questo chiediamo di rispettare la sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo che il12 dicembre ha cancellato il nome dei Mojahedin del popolo iraniano ( OMPI ) dalla lista dei gruppi terroristi dell’Unione Europea. La sig.ra Rajavi al parlamento europeo ha dichiarato che noi non chiediamo ne soldi ne armi ma solo che venga rispettato il nostro diritto alla resistenza contro questo regime dittatoriale. E per questo siamo contro un intervento militare ma anche contro una politica di accondiscendenza. Noi crediamo alla terza via cioè appoggiare il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata.
D: Per finire, quali sono le prossime iniziative del CNRI?
R: Continuare il nostro rapporto con i rappresentanti del popolo europeo per presentare e far conoscere il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana come l'opposizione democratica del regime teocratico iraniano e cercare di appoggiare il movimento della resistenza all'interno del paese soprattutto le manifestazioni degli studenti a Teheran e nelle altre città dell'Iran.
Fonte CNRI

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