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Cacciato per rifiuto di omertà

Hanno stravolto il significato della parola “legalità”. Da conformità di un determinato atto, di un determinato comportamento alla legge, “legalità” è passato a significare un atteggiamento, una posizione di fronte alle leggi, all’obbligo di osservarle e di rispettarle. E’ diventato, anzi un “partito”, che si sceglie e si segue, si sostiene e si propaganda. E si insegna.
Contro la “legalità” è la mafia o, magari, l’omertà, il tirarsi indietro di fronte ai doveri civici di testimoniare, di dire la verità, anche a costo di correre rischi. Molto ci sarebbe da dire su questa retorica della “legalità” della quale sono stati e sono apostoli, guru, monopolisti, teorici, “organizzatori”, e guarda caso, magistrati che hanno teorizzato (e praticato) la “giustizia” al di sopra della “semplice” applicazione della legge e quindi il “superamento” della legalità in nome di una giustizia che sia “promozione sociale”.
Ma oggi un altro fatto è all’ordine del giorno a darci il metro di una strana “legalità”. E’ il “caso Visco”.
Visco appartiene ad un partito che ha sempre fatto della “legalità” una posizione politica, soprattutto per bollare come mafiosi, conniventi, etc. etc. quanti non si uniscono al coro degli esaltatori di questa concezione e di questa teoria.
Visco chiede insistentemente al Comandante Generale della Guardia di Finanza di sostituire alti Ufficiali del Corpo in Milano e Lombardia. Trattandosi di Ufficiali di polizia giudiziaria per le cui destinazioni è necessario il nulla osta della Procura del luogo dove svolgono le loro funzioni. Il Comandante è richiesto dalla Procura generale di Milano di spiegazioni sulle ragioni dei trasferimenti in cantiere. E lui spiega: c’è il Viceministro Visco dell’Economia, con delega per G.d.F. chiede insistentemente tale allontanamento.
Risultato: il Generale Speciale è rimosso dalla carica di Comandante della G.d.F. “perché è venuto meno il rapporto fiduciario” col Ministro e con il Governo.
E’ venuta meno la fiducia perché ha detto la verità, non ha osservato la legge ferrea dell’omertà, che gli avrebbe imposto di tacere, di affermare di non saperne niente, di aver ricevuto lettere e telefonate da Visco solo per scambi di auguri e di opinioni sul tempo, la moda e le specialità gastronomiche delle relative regioni.
Niente omertà, niente più fiducia. Il Generale Speciale se ne vada. Nel concetto di “legalità” a certi livelli ed in certi ambienti bisogna inserire anche la conformità alle leggi dell’omertà, della mafia.
Il contorno di questo nucleo essenziale della vicenda è ancor più allarmante e significativo.
I suddetti alti Ufficiali della G.d.F. il cui allontanamento Visco chiedeva al Comandante Generale Speciale, stavano indagando sulle vicende di una certa operazione dell’UNIPOL, compagnia molto vicina agli interessi finanziari del partito dello stesso Visco. Al Generale Speciale, scacciato per esser venuta meno la fiducia nella sua omertà è stato offerta una nomina a Consigliere della Corte dei Conti. “L’osso che si getta al cane perché non dia fastidio abbaiando”. Speciale ha rifiutato tale nomina.
Visco, bontà sua, ha rimesso al Ministro Padoa Schioppa la delega della funzione relativa alla Guardia di Finanza. Provvisoriamente, si lascia intendere, cioè fino a quando non si plachi il rumore che ha fatto la vicenda.
Pare che assieme al Comandante della G.d.F. Generale Speciale a “perdere il posto” sia stato anche il direttore dell’ANSA, reo di aver dato la notizia del “caso” delle pressioni di Visco per i trasferimenti. Alla faccia della libertà di informazione.
Conclusione: si suggerisce ai professori, presidi, sindaci etc. etc. chiamati ad organizzare corsi di lezioni per gli scolari sulla “legalità” in Sicilia, Calabria, Campania etc. etc. di fare formale richiesta a Visco ed a Padoa Schioppa a tenere almeno una lezione sul concetto di “legalità”, sui doveri di rendere testimonianza, sul dovere di combattere l’omertà.
Se Visco e Padoa si diranno, come è probabile, troppo occupati, si rivolgano al Generale Speciale. Potrà tenere lui un corso ad alto livello su “omertà, legalità e suoi rischi”.

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