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Libby, Bush non esclude grazia

Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, e' tornato a difendere la decisione di commutare la pena a Lewis "Scooter" Libby, che ha scatenato polemiche sia tra i colleghi del partito repubblicano sia tra i democratici. La sentenza era "troppo dura", si e' difeso Bush che ieri aveva trasformato la condanna a due anni e mezzo di carcere emessa contro Libby per lo scandalo 'Ciagate' in un'ammenda di 250.000 dollari e la liberta' condizionata. Il capo della Casa Bianca ha ribadito di avere preso la decisione giusta e non ha escluso la grazia per l'ex capo di gabinetto del vice presidente Dick Cheney, reclamata con forza dai repubblicani. Libby era stato condannato per avere ostacolato la giustizia e di avere dichiarato il falso sotto giuramento nella vicenda della fuga di notizie sull'identita' di un agente della Cia, la signora Valery Plame, e bruciato cosi' la sua copertura. Sarebbe stata una vendetta trasversale sul marito della signora Plame, l'ambasciatore Joseph Wilson che, inviato in Niger per accertare un presunto traffico di uranio con l'Iraq di Saddam Hussein, denuncio' invece l'inesistenza e la pretestuosita' di quella pista. "Credo che il verdetto dei giudici debba restare immutato, ma la pena era dura", ha detto Bush. "Quanto al futuro, lo sapete non escludo ne' ammetto alcunche'", ha replicato ai giornalisti che gli chiedevano se Libby potrebbe beneficiare della grazia. Bush ha dovuto non solo affrontare le critiche dei democratici che hanno definito la sua decisione una beffa, ma anche le pressioni dei repubblicani per un annullamento della pena. "Ha cancellato una condanna di due anni con un tratto di penna", aveva protestato il senatore democratico Chuck Schumer, "Dal nostro presidente ci aspettiamo di piu', ci aspettiamo onore e integrita'". Il giornale economico 'Wall Street Journal' ha fatto proprie le critiche dei repubblicani e ha sostenuto che, non concedendo la grazia, Bush non aveva voluto assumersi le sue responsabilita': "Libby meritava di piu' da un presidente cha ha continuato a difendere, mentre altri si defilavano".
Fonte La Repubblica

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