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L'artigiano, un 30enne sposato e con due figli, e' stato assolto dall'accusa di aver commesso una rapina brutale, travestendosi da poliziotto, sequestrando una famiglia e facendosi consegnare 25mila euro e gioielli sotto la minaccia di una pistola.
Nel bottino, anche il cellulare poi trovato in possesso dell'imputato.
Oggi, al termine del procedimento con rito abbreviato, il giudice per l'udienza preliminare Piero Gamacchio ha scagionato l'artigiano, incensurato, a cinque anni dall'inizio di questa vicenda definita "kafkiana" dai suoi difensori.
Era ritenuto il responsabile della rapina avvenuta il 29 novembre 2002 in un appartamento di via Bramante. Il pubblico ministero Francesco Cajani lo aveva iscritto nel registro degli indagati all'inizio del 2005 ma il 30enne non e' mai finito in carcere.

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