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Sequestri immobili Riano, Avvocato Stoppello presenta ricorsi

Sono stati presentati al tribunale del  Riesame capitolino diversi ricorsi contro i provvedimento di  sequestro preventivo disposto dal gip di Tivoli di 117 edifici  costruiti su 16 lottizzazioni abusive per una superficie pari a  131 ettari. A rivolgersi al tribunale del Riesame, tra gli  altri, l'avvocato Daniele Stoppello che rappresenta alcuni dei  proprietari degli immobili appunto sequestrati e che, come  riferisce il penalista, dovranno essere liberati entro 30 giorni  dal 10 dicembre, giorno in cui è stato eseguito il provvedimento  del gip. Nell'inchiesta sono indagate 193 persone, alle quali è  contestato il reato di lottizzazione abusiva, e figurano  titolari delle singole concessioni edilizie, i direttori dei  lavori, i costruttori e alcuni funzionari dell'Ufficio tecnico  del Comune di Riano. Secondo l'accusa nell'area del sequestro,  classificata come zona agricola, sarebbe stata consentita  l'edificazione strettamente correlata all'attività e allo  sviluppo delle imprese agricole, con la sola possibilità, ma a  specifiche e tassative condizioni, di realizzare dei borghetti  agricoli. Sono stati invece costruiti immobili, già in parte  abitati, che mancavano di ogni presupposto legato al processo di  coltivazione dei terreni. "Saranno queste delle festività da  cardiopalma per i proprietari degli immobili sequestrati a Riano  - ha detto il penalista - In questa vicenda non si è tenuto, tra  l'altro, conto del fatto che proprietari hanno acquistato gli  immobili completamente ultimati, peraltro con atti d'acquisto  risalenti a molto tempo prima del decreto di sequestro, nonché  del recentissimo orientamento giurisprudenziale secondo il quale  non è giustificato il sequestro delle unità immobiliari  appartenenti a soggetti estranei alla commissione del reato e  dei quali sia stata accertata la buona fede, come nel caso dei  miei assistiti. Non si comprende come si possano accusare gli  acquirenti a titolo di colpa di non aver adeguatamente  verificato la natura del bene avendo loro fatto, giustamente,  affidamento sul notaio rogante che, espletati i dovuti  accertamenti, compresi quelli urbanistici, ha rogitato l'atto ed  anche sull'Istituto mutuante che, effettuati i dovuti  accertamenti e la perizia di rito, ha erogato il mutuo. E  seppure non si fossero dovuti accontentare dell'operato del  notaio e del tecnico della banca, nel provvedimento di sequestro  non si spiega quali ulteriori controlli avrebbero dovuto  svolgere in presenza di regolari concessioni edilizie. A maggior  ragione se si pensa che tali concessioni sono state rilasciate  dal Comune di Riano, che è proprio quello a cui gli acquirenti  avrebbero dovuto rivolgersi per detti ulteriori controlli". Il  difensore, infine, sottolinea come le conseguenze di questa  vicenda sono "altamente drammatiche: l'impossibilità per i miei  assistiti - e non solo per loro-  di trovare altra idonea  soluzione abitativa non avendo altre proprietà ed avendo  investito ogni loro avere per acquistare l'immobile oggetto di  sequestro. L'obbligo di rimborsare ratealmente il mutuo pur  senza avere il godimento della casa. Ed ancora il rischio  di  sentirsi richiedere dall'Istituto mutuante l'immediata  restituzione dell'intero importo mutuato, non rappresentando più  l'immobile sequestrato idonea garanzia per l'Istituto".

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