'zzo ridi?

di Alessio Di Carlo
Giusto per citare l'efficace metafora usata ieri da mio fratello Luca, la decisione del presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva di concedere asilo politico al terrorista italiano Cesare Battisti  - presa alla vigilia della scadenza del proprio mandato - equivale alla mossa di avvelenare  i pozzi durante la ritirata.

Ci sono mille motivi per dolersi della decisione di Lula: primo tra tutti, mi si passi la volgarità, l'irridente faccia da culo con cui abitualmente il terrorista italiano viene fotografato.
Ma c'è da capirlo. Il copione  è sempre lo stesso: ti inebri di cazzate comuniste per una decina d'anni nei quali, en passant, fai fuori – indirettamente  o come mandante – qualche bastardo schiavo dell'imperialismo americano delle multinazionali.

Poi, quando ti stufi di far fuori i poveri Cristi e le frescacce comuniste iniziano a perdere di fascino, scappi in Francia: terra notoriamente generosa con  i farabutti italiani, specie se aspirino a diventare scrittori, intellettuali, pensatori, ecc. ecc.. Insomma, qualsiasi cosa purché consenta di continuare a non esercitare alcun altra professione che non sia quella di cattivo maestro.

Infine, quando perfino per la Francia la presenza si fa pruriginosa, decidi di riparare al caldo (del resto l'età avanza) e dinanzi al governo italiano che chiede l'estradizione opponi un indignato sciopero della fame (che poi può sempre tornare utile in vista della prova costume che dovrai sostenere di lì a poco a Copacabana).

Tieni duro – si fa per dire – per qualche mese, fintanto che, per una sorta di scellerato patto tra governo brasiliano e classe politica italiana – che mai come questa volta, sfruttando i buoni uffici dell'ex ministro degli esteri Massimo D'Alema col presidente Lula, avrebbero potuto lavorare spalla a spalla per un esito diverso della vicenda – non torni finalmente a spassartela sulle dorate spiagge carioca.

Tra una nuotata e un'altra, una bibita fresca, un'intervista, un libro.

E vaffanculo la giustizia, vaffanculo i parenti delle vittime, fanculo l'asilo politico (istututo serio, nato dall'esigenza di tutelare, non di infangare, i diritti umani). Fanculo tutti: io sono Battisti, proletario e rivoluzionario e vi saluto. Anzi, vi spedisco una cartolina.

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