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Professional Day, adesione dell'OUA a tutte le iniziative

 Un invito a rafforzare l’unità di tutti i professionisti non solo in giornate come questa, ma come bussola di un’azione politica coerente e costante e la rivendicazione dell’autonomia e dell'indipendenza del settore dalle pressioni dei Partiti e dei Poteri Forti contro le liberalizzazioni selvagge. Questo l’invito dal Professional Day di Napoli, del presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, Maurizio de Tilla, che sottolinea anche l’impegno dell’Oua contro la costante rottamazione della Giustizia.
«Siamo 3 milioni – spiega – e oggi stiamo dimostrando che si può e si deve rimanere uniti, senza farsi condizionare dalle pressioni dei Poteri Forti, dei Partiti, dei mezzi di comunicazione nella nostra battaglia contro le liberalizzazioni selvagge e contro chi vuole equiparare le professioni alle imprese, soggiogandole alle logiche mercatiste. È ora di dare risposte ferme: sia sul piano della protesta, sia su quello della proposta.
Rappresentiamo un pezzo importante del mondo produttivo italiano e siamo in una situazione di grave difficoltà a causa della crisi economica, abbiamo bisogno di modernizzazione e di riforme condivise, non di essere cannibalizzati da una deregulation che alla lunga distruggerà il sistema ordinistico, migliaia di studi professionali e che renderà ancora più precari decine di migliaia di giovani.Per tutte queste ragioni, non ci fermiamo di fronte ad alcuni piccoli aggiustamenti al testo del decreto liberalizzazioni e chiediamo con decisione, il ripristino delle tariffe e l’esclusione dei soci di capitale dalle società professionali».
«Oggi – continua de Tilla - l’Oua è in prima linea tanto nella manifestazione in corso a Napoli, quanto in tutte le iniziative che si sono svolte in tutta Italia, anche per rappresentare tutti i motivi che hanno portato gli avvocati a proclamare lo sciopero dal 15 al 23 marzo, con una manifestazione nazionale a Roma il 15 e il Congresso Straordinario Forense a Milano il 23 e 24 marzo a Milano. Tutta l’avvocatura, ha approvato un documento nel corso della giornata di protesta del 23 febbraio all’Adriano a Roma, per ribadire il no non solo ai provvedimenti contenuti nel decreto Cresci Italia, ma anche contro l’aggressione al diritto di difesa, al ruolo costituzionale dell’avvocatura e alla rottamazione della giustizia. In sintesi: contro la prevista chiusura di decine di “Tribunali minori” e l’accorpamento-eliminazione degli uffici dei giudici di pace. Per scongiurare che si lasci il territorio sprovvisto dei necessari presidi di legalità e di efficienza, servono urgentemente due tavoli di confronto con governo, enti locali, cittadini e magistratura. Diciamo, quindi, no alla burocratizzazione del processo civile, all’aumento del contributo unificato, all’istituzione del tribunale delle imprese, alla mediaconciliazione obbligatoria, tutti interventi che prefigurano una giustizia a due binari, una più cara ed efficace per i più ricchi e un’altra lenta e inefficiente.
Protestiamo, inoltre, per chiedere il rinvio dell’entrata in vigore delle materie fino ad ora escluse dalla mediazione obbligatoria, condomini e incidenti, in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea».
«Il lascito di una giornata come questa – conclude il presidente Oua – è che si deve insistere nell’unità. Solo agendo in modo compatto, il Parlamento e il Governo, apriranno un confronto vero sui grandi nodi del mondo delle professioni, per quanto riguarda gli avvocati sulla riforma della giustizia, e più in generale sul rilancio del Paese».

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