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Francia. Polizia e servizi segreti infiltrati da fiancheggiatori del fondamentalismo islamico

 di Elleci
Pochi secondi dopo la strage di Tolosa, il Ministero degli Interni francese informo’ della responsabilita’ di gruppi neonazisti espulsi dall’esercito. La notizia fu immediatamente enfatizzata dai media francesi ed europei che sfornarono persino foto di militari tra svastiche e vessilli hitleriani.
La realta’, pero’, non tardo’ ad emergere. Con genuino orgoglio, un fondamentalista islamico francese algerino, asserragliato in casa, rivendicava l’eccidio di inermi bambini e di un papa’ ebrei nonche’ di reduci militari di colore, doppiamente colpevoli sia perche’ soldati combattenti in dar Al-Islam sia perche’ traditori in quanto originari proprio del dar Al-Islam.
Anche la seconda versione ufficiale del Governo francese, pero’, inizio’ a vacillare: e’ successo che in Italia esiste un giornale che, disponendo di discreti rapporti con il mondo dell’intelligence internazionale, ha iniziato a pubblicare dettagliatissimi ed inediti elementi sulla storia di Mohammed Merah il quale e’ risultato essere tutt’altro che un lupo solitario, tutt’altro che un disadattato, tutt’altro che un pazzo, tutt’altro che un terrorista fai da te istruitosi su internet.
Il Foglio ha scoperto non solo che Mohammed e’ stato in Pakistan, Algeria e tante zone di guerra nel mondo, non solo che Mohammed si e’ formato nelle madrasse arabe piu’ fondamentaliste ma ha svelato che il Ministero degli Interno Francese aveva permesso a Mohammed Merah di entrare in Israele grazie ad un apposito lasciapassare per superare i divieti dello Stato ebraico, che gli Usa avevano inserito Merah nella No Fly List, che Merah aveva stretti contatti con i servizi segreti francesi, che Merah aveva un collegamento privilegiato nella Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse) con un’agente segreta donna di fede islamica, che Merah disponeva di armi di provenienza quantomeno sospetta, che il fratello Alexander e’ stato arrestato in Algeria perche’ mandava miliziani a combattere in Iraq  e tante altre cose interessanti che, adesso, i media francesi iniziano a riprendere con imbarazzato interesse.
Piu’ di quanto ha scritto Il Foglio non si puo’ aggiungere. Ma le nubi sulla Polizia francese e sui servizi segreti di questa nazione appaiono ancora piu’ plumbei se si ricordano alcuni dettagli della storia di Ilan Halimi, il ragazzo ebreo ucciso dopo tremende torture da un gruppo di islamici francesi. Anche allora il Ministero degli Interni cerco’ di occultare la notizia (riuscendo nell’intento fino al giorno del ritrovamento del corpo martoriato), poi inquirenti e media dissero che si trattava di un rapimento a scopo di riscatto ma, alla fine, emersero le agghiaccianti verita’ sul movente religioso e sulle brutalita’ commesse. Anche in quell’occasione la polizia francese opero’ in maniera troppo ambigua per sembrare solo incompetente.

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