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Altro che golpe. Finalmente il riscatto del popolo arabo.

 di Elleci
Su questa testata, quando su tutti i giornali era di moda parlare di primavera araba, erano state, invece, espresse serie perplessita’ sul vero significato di quanto accadeva in Egitto. Avevamo visto bene.
Quella che allora tutti chiamavano la primavera arava era, al contrario, l’istaurazione di regimi teocratici islamici che, in pochi mesi, sono riusciti a far rimpiangere persino i vari Gheddafi e Mubarak.
I Fratelli Musulmani al potere in Egitto si sono dimostrati solo dei fervidi religiosi, per il resto hanno distrutto un’economia già traballante, hanno fatto scappare i turisti, incrinato i rapporti diplomatici e commerciali, azzerato gli investimenti dall’estero. Di più. Morsi ha represso i diritti umani, violato la pace interreligiosa (permettendo il linciaggio di copti cristiani e l’incendio delle chiese), terrorizzato le donne ed ha ovviamente tentato di introdurre la sharia. Ora il popolo egiziano ha detto basta. Qualcuno ha parlato di golpe ma basta sentire le voci delle decine di milioni di persone scese in strada a festeggiare per capire che, probabilmente, si tratta della più bella e genuina rivoluzione mai fatta dal popolo arabo, affamato di cibo e libertà.
Peccato per i miliardi di dollari che il Presidente Obama ha speso inutilmente per finanziare, all’epoca, la maestosa campagna elettorale dei Fratelli Musulmani.
Anche in Turchia, paese non arabo, abbiamo assistito ad un tentativo di rivolta laica e liberale contro il regime teocratico di Erdogan, i cui tratti sembrano sempre più quelli di un dittatore. In questo caso, però, i militari hanno scelto di reprimere violentemente il movimento, con la solita scia di morti, feriti e torture tipiche di questa nazione che qualcuno vorrebbe in Europa.
Comunque, tutto mondo arabo è un magma in ebollizione e, da questo caos, a volte emergono insperate pulsioni di autentica libertà. Tutti tranne uno: il popolo palestinese sembra sospeso nel tempo, ubriacato da un immenso fiume di soldi provenienti dall’estero (il popolo palestinese è quello che ha più ricevuto denaro nella storia sia in termini assoluti che pro-capite) e da una propaganda arrivata ad una tale follia da auspicare persino il bombardamento nucleare su Israele da parte del regime iraniano che, effettivamente, ormai opera indisturbato a questo progetto.

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