L’imbarazzante politica estera italiana

di Elleci
L’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata aveva avvertito, prima dell’estate, sull’assoluta incapacita’ della Farnesina di affrontare la penosa vicenda dei Maro’ bloccati in India e, piu’ in generale, di gestire le crisi internazionali.
Non solo, l’attuale ministro degli Esteri Emma Bonino non e’ stata in grado di spendere una parola sensata sulle spaventose stragi di civili nella Siria di Assad ed ha umiliato l’Italia con la vicenda del kazako Ablyazov. Per non parlare dei sequestri del giornalista Domenico Quirico e di padre Dall'Oglio, scomparsi in Siria, sui quali il Ministro degli Esteri ripete da mesi di essere "fiduciosa" per il solo fatto che non giungono notizie cattive.
Le uniche parole pronunciate dalla Bonino sono state per i recenti avvenimenti egiziani ma, considerando quanto detto, sarebbe stato meglio il silenzio. Quanto sta ancora accadendo in Egitto e’ chiaro, a differenza della complessa situazione siriana, in quanto e’ in atto uno scontro frontale tra l’anima laica, moderata e progressista del mondo arabo, appoggiata dai militari, contro il fronte integralista islamico dei Fratelli Musulmani. Il ministro Bonino, unitamente al premier Letta, si e’ appiattita sulla posizione della Francia (dimenticando i tanti danni provocati da questo paese in quella parte del mondo dall'Algeria, all’ascesa di Khomeini in Iran) appoggiando senza equivoci la sponda piu’ estremista della galassia islamista egiziana.
In questi giorni, nell’imminenza dell’intervento Usa in Siria, il governo si altalena con dichiarazioni goffe mentre spedisce navi da guerra per recuperare i nostri soldati spediti nella piu’ inutile missione militare mai esistita, quella in Libano voluta da quell’altro fenomeno di Massimo D’Alema.
Il governo italiano continua a non capire che, oggi, la piu’ grande minaccia mondiale e’ costituita dall’atomica iraniana ma questioni di questo calibro sfuggono alla Farnesina ed al Premier Letta.
Ricordiamo ancora Emma Bonino che, da Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee, accoglieva con il sorriso stampato sulla faccia e a braccia aperte i leader cinesi quando il giorno prima, da semplice militante radicale, sembrava quasi volersi immolare per il Tibet, ...ma questa e’ un’altra penosa storia.

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