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Minacce alla Procura? Sì ma non con caratteri fenici

 


Stranamente la lettera di minacce, recapitata al Procuratore Generale Scarpinato, non è però redatta con caratteri fenici, oramai, a quanto pare, adottati da Cosa Nostra per le più importanti comunicazioni, quali i famosi pizzini trovati nella cella del confidente di Totò Riina.

  Il messaggio, definito da un’Agenzia di stampa, che sembrerebbe aver ricevuto incarico di propalare la notizia dalla stessa Procura, “intimidatorio”, preannunzia “attenzione, è pronto un regalo scoppiettante per il Procuratore Scarpinato e dirigente Carabinieri Tribunale”.

L’allarme nell’ambiente è grande, perché in precedenza erano stati recapitati degli anonimi che riferivano puntualmente i movimenti dei magistrati “antitrattativa” cosa che in genere si fa quando si prepara un attentato. Pare che, poi, molta impressione abbia fatto nell’ambiente dell’Arma il riferimento al “Dirigente dei Carabinieri Tribunale”.

  Questi, interpellato dai giornalisti specializzati, avrebbe detto: “a me dirigente non lo aveva mai detto nessuno”.

Ma c’è qualcuno che sostiene che, piuttosto che minacce provenienti da Cosa Nostra, si tratti di disperate invocazioni dirette a tale più o meno sopravvissuta organizzazione perché si decida una buona volta a fare un attentato, magari soltanto “scoppiettante” di cui qualcuno sente assoluto bisogno per contrastare con solidi argomenti le tesi “negazioniste” di quel presuntuoso rompiscatole di Fiandaca.

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