FacebookTwitterGoogleFeed

 

Caso Ingroia: “progressione automatica” anche per i magistrati dimissionari

 


Ingroia ha reagito con veemenza contro chi aveva rilevato questo “regalino” fattogli dal C.S.M. ormai in procinto di andare a casa, sottolineando che la sua promozione come magistrato mentre fa, con lucro ed onori, un altro (anzi, altri) mestieri è un “atto dovuto”.

Uno che ha scoperto che lo Stato tentava di subire il ricatto della mafia e che se ne è andato a fare il capoccia di uno dei vari enti della Regione Siciliana per volere e grazia dell’ineffabile quasi bancarottiere Crocetta, si deve promuoverlo come magistrato. Così prenderà più soldi e, tornando, magari in servizio, ce lo potremo trovare anche Presidente della Cassazione.

Alla faccia dei tagli ed il ludibrio di chi osa mettere in dubbio che i magistrati hanno una carriera assicurata qualunque cosa facciano. Anche quando fanno, ed apertamente, altro.

Evviva la Legge Breganze! Viva l’indipendenza della Magistratura!

E Pantalone paga. E, magari, va pure in carcere per aver tentato di subire il ricatto della mafia. Evviva!

                                                                                                          (mm)

Video In Evidenza

Il Libro

La rubrica

banner gg lib

Non è solo Saguto

annuncio

      CLICCA SULL'IMMAGINE PER INFO

La Newsletter

Privacy e Termini di Utilizzo

social

Giustizia Giusta utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.