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Crisi greca: quel che ci insegna

di Mauro Mellini
Qualcosa di buono c’è in fondo ad ogni sciagurato avvenimento. Questo, almeno, ad essere ottimisti.
Una cosa ci ha dato la crisi greca.
L’ha data a chiunque non rifiuterà caparbiamente di prendere atto ed a chi non ne avrà avuto bisogno sapendolo già: la dimostrazione che la Sinistra, quella allo stesso tempo orfana del “Socialismo reale” e delle pretese ribelliste pseudolibertarie, ha toccato il fondo dei suoi equivoci e della sua inconcludenza.
In un tempo incredibilmente breve essa si è rivelata tutt’uno con il populismo becero e potenzialmente (e non solo) sanfedista e reazionario, il distacco dal quale era stata, già nel secolo XIX, l’atto di nascita del socialismo moderno e razionale.
 

Ad accorrere a dar manforte a Tsipras, novelli Santorre di Santarosa in chiave eroi-comica, sono accorsi ad Atene questi ultras della Sinistra affetti perennemente dalla “malattia infantile del socialismo”, l’estremismo retorico, ed i cupi paladini di un estremismo antidemocratico reazionario. Accomunati da un anticapitalismo portato più alla denuncia di complotti (in cui “c’è dietro la C.I.A.”) che agli atti di fede nel riscatto del proletariato.
Tutti assertori di un antiamericanismo degno di quelli della Repubblica di Salò. Tutti con la bocca piena di espressioni che noi vecchi ben conosciamo per esserne stati assordati nella nostra infanzia ed adolescenza: “Il complotto demo plutogiudaico massonico” degli anni di Starace e Pasolini.
In tutto il Mondo ci sono di questi predicatori vagamente (e nemmeno tanto) jettatori delle sciagure mondiali organizzate dalle banche, da Wall Street etc. etc.
In altri Paesi ve ne sono anche di paludati da toghe accademiche.
Da noi oltre ai rivoluzionari d’occasione che ne parlano nelle grandi occasioni, i teorici di questa cupa e misterica teorici dell’antiamericanismo ed anticapitalismo che sa tanto di rigurgito fascista, sono, a ben vedere nientemeno che altri togati, con toghe non accademiche ma giudiziarie.
Parlo di certi personaggi dell’estremismo del Partito dei Magistrati, della “scheggia impazzita” calabrese e siciliana, gli “antimafia” che più antimafia di così non si può.
Forse vi meravigliereste di questa affermazione, di questo accostamento tra quella fratellanza politica e personaggi della Magistratura, attribuendolo ad un eccesso di mie vecchie e radicate prevenzioni.
Ma questo accostamento è dovuto, invece, a fatti recenti. Ho scritto nei giorni scorsi, di una intervista del noto Guru antimafia, direttore di “Antimafia 2000” “organo ufficioso della Procura di Palermo” (quello delle stimmate e dei colloqui con gli extraterrestri) con il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Lombardo. Questi, dicendosi convinto della esistenza di un “livello criminale superiore” a Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, ne ha fatto una descrizione che coincide con il “governo plutocratico mondiale”. Tutti insieme in quel “livello superiore” gli uomini del potere di tutti i Paesi, specie del potere economico e finanziario. E tutti, sembra di capire, criminali.
Questa evoluzione (che forse sarebbe meglio definire “involuzione”, ripiegamento, della Sinistra ex marxista verso Destra) è l’altra faccia di un’altra evoluzione, anch’essa diversa ed opposta a quella verso la socialdemocrazia.
Mi riferisco al perdersi della Sinistra nell’”ecumenismo” pseudoprogressista del “partito della nazione” delle velleità renziane, la tendenza a voler rappresentare anche una Destra “buona”, riformatrice senza idee e costrutto, sostanzialmente berlusconiana nella sua miopia di “tutto il potere, il potere è tutto”.
Ma questo ritrovarsi assieme alla Destra assatanata nella sua mania di persecuzione antiamericana, “antiplutocratica” più che anticapitalista, visionaria di complotti ebraico-bancari è assai più congeniale a questi rottami del comunismo.
Tsipras che va al Parlamento Europeo ad affermare che gli aiuti “sono andati alle banche e non al popolo greco”, come se le banche greche fossero cosa degli alieni, esprime opinioni più vicine a quelle di Lombardo, di quanto non lo siano a quelle di qualsiasi esponente politico ragionevole. Tsipras, Lombardo, Vendola, Salvini, Grillo: tutti cultori dell’occulto, che per loro non è però occulto, perché pretendono di identificarlo con cose e persone a loro ben note.
E’ il ritorno al diavolo, di cui insisto nel dire che gli uomini hanno bisogno e tendono a riesumarlo dalle rovine del Medio Evo.
Questa Sinistra così vicina agli eredi del clericalismo e del fascismo l’espressione del bisogno che anch’essa ha del diavolo.
Pare che non riesca a produrre altro. 

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