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Moriremo tutti Democratici?

di Alessio Di Carlo

Leggo l’ultimo articolo pubblicato da Mauro Mellini, dal titolo “La sconfitta del ‘Partito della Nazione’” che mi suscita qualche riflessione che vorrei condividere con l’Autore e con i lettori di Giustizia Giusta.

Che la tornata elettorale appena conclusa abbia rappresentato uno smacco per il Presidente del Consiglio è fuor di dubbio. Sono i numeri a dirlo e rispetto a quelli c’è ben poco da commentare.

Tuttavia non mi sento di condividere la durezza del commento che Mauro (i lettori mi perdoneranno se chiamo per nome ma il legame che ci unisce da anni è tale da impedirmi di rivolgermi a lui in modo differente) riserva alla sconfitta del PD e del Partito della Nazione.

Certo, se davvero a questo risultato dovesse seguire una sconfitta nel referendum di ottobre la débâcle di Renzi dovrebbe dirsi totale e senza possibilità di appello.

Personalmente però credo che vadano tenute in considerazione due circostanze: la prima riguarda il coinvolgimento personale che Renzi profonderà nell’appuntamento elettorale d'autunno. Lo vedremo su tutti i media, sostenere - con le innegabili capacità comunicative che tutti gli riconosciamo - le ragioni del SI’.

A differenza di Mauro, dunque, credo che la vittoria del NO sia tutt’altro che scontata.

Ma c’è dell’altro: se  è vero, e senz’altro lo è, che le elezioni amministrative fanno registrare un’affermazione del M5S, è altrettanto vero che consegnano al Paese  una realtà politica priva di un vero e proprio bipolarismo.

Il Centrodestra, fatta eccezione per Milano e poche altre realtà minori,  è ormai un progetto passato, cancellato, sepolto, inesistente.

L’ipotesi, quantomeno la più probabile, dal mio punto di vista, è che dopo l’esperienza amministrativa dei Cinquestelle, il Paese si ritrovi consegnato ad un sistema monopartitico sostenuto da una percentuale di elettorato ben al di sotto del 50% degli aventi diritto. Capiterà che gli illusi del M5S si accorgeranno ben presto che governare città difficili come Torino (e ben di più) Roma è cosa assai diversa che occuparsi di scie chimiche e di chip sottopelle.

In uno scenario del genere, gli illusi (probabilmente delusi) del M5S finiranno per restare a casa e la scena continuerà ad essere occupata dal PD e da  un Centrodestra inesistente.

Il rischio, quindi, è quello di morire tutti Democratici.

Questo a meno che il Centrodestra non decida di iniziare a percorrer la strada che da vent’anni non ha mai pensato di intraprendere.

Ma di questo parleremo.

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