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Vittoria del NO. Scampato pericolo

Il NO ha vinto! L’”accozzaglia”, la gente, il popolo, senza guida di partiti e di intelletti politicamente raffinati, ha vinto una battaglia che sembrava poter dare solo “l’onore delle armi” a quelli che avevano resistito e che sembravano dover essere soverchianti.
Per la prima volta, da moltissimi anni a questa parte, il Popolo Italiano ha dovuto sfidare una coalizione di poteri compatta e spregiudicata, la finanza nazionale ed internazionale, la stampa che conta, il denaro, il “tradimento dei chierici” di una parte della sua cultura. E, soprattutto, la stupidità che sembrava essersi impossessata di gente insospettabile, pronta a rinunziare alla ragione per soddisfare uno snobismo insulso ed arrogante.
Il rischio che abbiamo corso è stato grande. Se a prima vista l’autoritarismo di un ex boy-scout può far ridere, il disegno di Renzi era compiuto e spregiudicato: la creazione di un “Partito della Nazione”, una riforma costituzionale ed una legge elettorale che, sepolto il sistema parlamentare, desse al Capo del Governo e di Partito poteri senza bilanciamenti. E una investitura plebiscitaria, che Renzi facendosene promotore, con i suoi, cercava nel referendum. E la prova generale, in una campagna spregiudicata, dell’ampio ventaglio di abusi del potere così conquistato.
L’Europa offriva (ed offre), anziché limiti e garanzie contro operazioni del genere, ulteriori strumenti agli avventurieri. E si è visto.
Autorevolissimi ignoranti della Costituzione e del diritto Italiani, si sono spesi in pro del Gaglioffo.
Delle nostre libertà del funzionamento su binari liberali della nostra Repubblica, ai manager europei, ai personaggi di un’Europa fondata sugli equilibri di poteri e di prepoteri tra i suoi “grandi”, non gliene frega un tubo: adottano però volentieri il più servile e spregiudicato dei nostri uomini politici.

Ma soprattutto Renzi, lo ripetiamo, ha potuto contare sulla sostanziale vacuità intellettuale e morale di una non indifferente fetta della nostra “gente di cultura”, della nostra classe politica e giornalistica. Personaggi annoiati da un uso logorante della ragione e di una poco divertente coerenza, si sono abbandonati ad una sorta di nuovo, ridicolo e, in verità, goffo dannunzianesimo, di un nuovo “giovanilismo”.
Parlo, è inutile che lo taccia, di quelli de “Il Foglio”, tra i quali (leggete le loro dichiarazioni di voto per il SI’) spiccano dei neo convertiti all’imbecillità.
C’erano (voglio usare il passato) tutti gli ingredienti per una resa ad un nuovo autoritarismo, neanche troppo diverso da una sottospecie del fascismo.
Oggi quelli che hanno tranquillamente chiuso gli occhi davanti alle più indecenti prevaricazioni di Renzi, alle grottesche asinità della cosiddetta riforma, voltano le spalle al loro burattino-burattinaio e “guardano al futuro”. Come se nulla fosse successo.
Non è per voglia di fare i veterani di una battaglia vittoriosa. E’ che le enormità che sono state sconfitte con il No sono veleni che inquinano la nostra vita sociale e politica. Non possiamo dimenticare. Dobbiamo analizzare, ricordare quanto è accaduto perché non si verifichi più qualcosa di analogo.
Cari Amici, la libertà non è mai conquistata una volta per tutte.
Dalla vittoria del NO ad un nuovo liberalismo!!

Mauro Mellini
05.12.2016

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