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Magia di stalle

Vagando con il telecomando alla ricerca di qualcosa di decente come passatempo in televisione, incappo, ovviamente, nella dilagante pubblicità.

Che sembra l’unica cosa che trasmettono certe emittenti. Non sopporto la pubblicità. Così, quando questa interrompe un programma appena passabile, cambio canale. Trovo altra pubblicità cambio ancora, trovo qualcosa che sembra guardabile, per poi essere di nuovo interrotto.

Ma da circa un mese, la continuità dei programmi più o meno guardabili è sostituita da una pubblicità uniforme: cambi canale e trovi ancora la pubblicità di un marchingegno per un’illuminazione natalizia che sostituisce i fili con una quantità di mini lampadine colorate. Si tratta, come ripete fino all’ossessione la voce del presentatore, di “magia di stelle”.

Televisioni grandi e piccole, nazionali e locali ne sono invase. Non mi era capitato mai di vedere un prodotto fatto oggetto di così petulante e monotona pubblicità.

Cioè, no. C’era contemporaneamente la pubblicità di Renzi, del P.D. e del SI’ al referendum. Chi sa come andrà il lancio di questa “magia”. Non riesco a capire come ne possano ricavare tanti soldi da investire in réclame. Più o meno come Renzi. E, più o meno come Renzi ed il "suo" referendum si è arrivati alla saturazione, al non poterne più. Si diceva (e si deve continuare a dire) “apri il frigorifero e ti trovi la faccia di Renzi che ti raccomanda di votare SI’”.

Lo stesso anche con la lavastoviglie.

Per questa volta credo che l’eccesso di abuso della televisione abbia portato male a Renzi. Incavolato, mi auguro che altrettanto accada alla fabbrica della “magia di stelle”.

Solo che, a parte il fastidio, di essa non me ne importa un tubo. Ma l’abuso di Renzi era una delle forme del suo attentato alle istituzioni repubblicane. E potrebbe imparare ad attentare meglio. Per questo non è lecito e ragionevole buttarsi dietro le spalle quel tracotante abuso. Quello lì se non lo si mette in condizione di non nuocere una volta per sempre “ce rioca”, come si dice a Roma. Non abbiamo bisogno di “magie di stalle” etrusche…Fuori dai piedi!!

Mauro Mellini 

09.12.2016

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