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Meglio tardi che mai. Ma il danno che è fatto...

A Potenza ci sarebbe “una situazione insostenibile negli uffici (giudiziari) che genera paura tra i cittadini…” e “disagio diffuso. Tutti sanno che c’è una guerra tra magistrati”.
E non basta: “A Potenza c’è un Procuratore capo (Giuseppe Galante, foto) che si è dimostrato a dir poco inadeguato a gestire l’ufficio. E ci sono sostituti piuttosto disinvolti in materia di cultura giuridica (…già…è lì che è fiorita la teoria della vip competenza…) e di rispetto delle regole, soprattutto in materia di libertà e di privacy”..”. “Sono Galante, Montemurro e Woodcock”.
Uso spregiudicato di misure cautelari, intercettazioni telefoniche e ambientali a valanga “discutibile rapporto con i mezzi di informazione”.
Ed ancora: uso di una “polizia privata” e, poi, scontri gravissimi con gli avvocati. E quanto al GIP Iannuzzi “manca una separazione (guarda…guarda…!) tra P.M. e GIP (firma da parte del gip, a quanto sembra, delle richieste di arresto senza autonomia”, concesse “a tamburo battente” senza la parvenza di un decente lasso di tempo per l’esame degli atti, costituiti, magari da diecine di faldoni caso di Vittorio Emanuele).
Ed arresti “a tappeto” di persone risultate subito estranee.
Il Procuratore Generale avrebbe citato la frase davvero da scolpire sulla facciata del Palazzo di Giustizia, che avrebbe pronunziato il vice Procuratore Montemurro: “non abbiamo chiesto l’arresto di Luongo (deputato D.S.) solo perché mancavano gravi indizi”. Solo per questo, se no… Se no, evidentemente, sarebbe stato bello. Bello arrestare chiunque, se non fosse per quegli stupidi, seccanti “gravi indizi”. Ed il GIP Iannuzzi che va in T.V. a parlare di procedimenti…
E le disposizioni interne dell’ufficio della Procura non sarebbero osservate da due supermagistrati. Il Procuratore capo: “è un signore di campagna. Si occupa delle sue terre…va a caccia…”. Un mondo d’altri tempi…
C’è da inorridire. Intendiamoci: non per i fatti in sé, che pure sono di una gravità eccezionale e che hanno pesato nella vita di tante persone (non solo di VIP…). E che non erano proprio un segreto! Noi ne avevamo scritto abbastanza.
Ciò che è veramente rivoltante è che una situazione simile (se appena le notizie trapelate dal Palazzo dei Marescialli corrispondono a verità e poco poco che il Procuratore Generale non si sia sognato quello che ha riferito alla I Commissione), non si è determinata in un solo giorno. I fatti cui si è riferito risalgono a mesi ed anni addietro ed anch’essi non hanno rappresentato certamente le prime timide prove di una disinvolta giustizia da mandarini.
Allo stesso Procuratore Generale sarebbe il caso di chiedere perché abbia aspettato tanto, magari che scoppiasse il caso Sircana, per vuotare il sacco. Certo, potrebbe rispondere che la figura del Procuratore Generale del distretto è stata intenzionalmente ridimensionata, svuotata, “allegata a sospetto” per anni e nel succedersi delle varie innovazioni legislative, in particolare con il codice di procedura del 1989. Potrebbe anche, e con piena ragione, osservare che, abolite le gerarchie anche negli uffici del P.M., si sono instaurate nuove forme gerarchiche, nuove “signorie feudali”, fondate non sul titolo della carica ricoperta, ma sul “ruolo mediatico” dei vari magistrati “lottatori”, eroi di questo o quella “campagna”, beniamini della stampa e della televisione. Non si dimentichi che in piena “vallettopoli” quando già tutto o quasi tutto quello che Tufano ha riferito ai signori del C.S.M. era noto o facilmente intuibile, abbiamo inteso qualche certo non autorevolismo e troppo perspicace personaggio televisivo inneggiare alla “campagna” di Woodcock ed alle sue intercettazioni e alla sua “competenza per materia”.
Ma quel che veramente sconcerta è che tutti gli esponenti politici che si sono accalcati avanti alle telecamere nei cosiddetti dibattiti su “vallettopoli”, “portavociopoli”, “paparazzopoli”, se la sono presa con tutti, hanno lanciato anatemi a direttori di giornali ed a calciatori, a paparazzi ed agenti di attori, ad attrici ed industriali, ma nulla o quasi hanno osato dire del rito anglo-lucano, della vipcompetenza che fa rima con Potenza, ai milioni di euro spesi per intercettazioni per soddisfare la visione universalistica della funzione del P.M. che costituisce il patrimonio culturale giuridico di più di un magistrato di quelle parti.
Ieri 21 marzo il “Giornale” titolava in prima pagina: “Pronto il trasferimento dei magistrati del caso Sircana” ed a tutto pagina nell’interno: “Scontro fra toghe Woodcock rischia il posto”.
Ma andiamo! Malgrado il “caso Sircana” (senza il quale, purtroppo, non vi sarebbe stato neanche quello che comincia a verificarsi) prima che qualcosa sia “pronto” ce ne vorrà. Quando più grossi sono stati i fatti, tanto più saranno in molti a frapporre i se ed i ma, quelli stessi che per tanto tempo hanno fatto sì che tutti chiudessero un occhio ed anche tutti e due.
Woodcock rischia il posto? Macchè! Al più rischierà, se proprio tutto dovesse andargli male, il trasferimento in una sede più vicina alle residenze dei vip che egli tanto ama.
Nel frattempo avrà modo di continuare con incriminazioni ed ordinanze di custodia cautelare come descritte da Tufano. Magari eviterà i portavoce e qualche vip proprio di troppo. Gli altri? Via, non ci si può lagnare del fatto che si sia ritagliato la sua vipcompetenza e poi dolersi che sia “sceso” ad occuparsi di qualche poveraccio in più.
Così pare che debba andare nel Belpaese.

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