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 Vista l'accoglienza riservata a Schifani e a Bonanni, all'ingresso della festa del Pd di Torino installeranno i tornelli.

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Editoriale

 RIFLESSIONI IN UN'ESTATE SCOMBINATA (I parte)
UNA RIFORMA HA CONSENTITO L’IMBROGLIO
di Mauro Mellini

Tanto si parla e si scrive della casa a Montecarlo di Gianfranco Fini (o di chi sa chi, ma da lui “goduta” – si fa per dire). Nessuno però ha voluto (o saputo) ricordare che se questo brutto imbroglio di un patrimonio lasciato in eredità ad un partito e finito nella disponibilità personale (e para famigliare) del suo leader è stato possibile, si deve ad una riforma del regime delle persone giuridiche approvata qualche anno fa con il consenso di un po’ tutti (ed in particolare della Chiesa, che così si è liberata dei vincoli al suo patrimonio immobiliare) con l’attribuzione della personalità giuridica ed il pieno diritto di possedere immobili per associazioni e fondazioni create senza bisogno di autorizzazioni statali e senza bisogno di autorizzazioni per ricevere eredità, acquistare ed alienare immobili.
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Per non dimenticare

 Sui temi etici Futuro e Libertà può fare male‎
di Filippo Facci per Libero

Caro direttore, mi rifaccio al tuo editoriale di ieri in cui evidenzi come nella compagine di Futuro e Libertà, circa i temi etici, convivano gli orientamenti più vari e disparati: a libertari come Luca Barbareschi si affiancano cioè monumenti un tantino reazionari come Mirko Tremaglia, per dire. So che il tuo ragionamento è più generale e che tende a chiedersi quale sia il collante di Futuro e Libertà: siccome ti è noto quanto i temi etici mi stiano a cuore, però, chiedo di poter riproporre qualche dubbio a riguardo.
Tu stesso ricordi che un partito non è una caserma e che su certi argomenti è normale che cambino gli orientamenti. Bene.

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Un’ora e mezza (minuto più, minuto meno) PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 di Gianluca Perricone
Avrà anche parlato per un’ora e mezza (minuto più, minuto meno) il Presidente Fini. Ma con la splendida oratoria (quasi da politico d altri tempi) che si ritrova, l’impresa non dovrebbe essere stata, per lui, poi tanto tale. La questione è che, almeno ci sembra, non si può dire che sia stata un’ora e mezza (minuto più, minuto meno) densa di proposte e di contenuti. Anzi…
 
Gli imbarazzi costituzionali di Gianfranco Fini PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 di Alessio Di Carlo
Immaginatevi la scena, con Silvio Berlusconi che entra a Montecitorio per riferire alla Camera sul quadro generale della politica del Paese (che è un bel modo di dire “riguardo la rissa in atto con Fli”) e l'Assemblea che – anziché essere guidata dal Presidente come prassi vorrebbe nelle sedute di maggior rilievo – viene presieduta da uno dei suoi vice.
Onde evitare d'essere bacchettati dai Costituzionalisti di Fli chiariamo subito che, come detto, dal punto di vista formale non vi sarebbero ostacoli insormontabili ad una simile soluzione posto che quella che vuole il Presidente impegnato nelle sedute di maggior rilievo è una mera prassi costituzionale.
 
Alfano, "i detenuti stranieri comunitari sconteranno la pena nel Paese di provenienza" PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 della redazione
Il consiglio dei Ministri del 7 settembre ha approvato un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive.
“Con questo provvedimento – afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano – l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare la decisione quadro del 27 novembre del 2008, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011. In questo modo, il Governo intende dare una risposta concreta all’emergenza del sovraffollamento carcerario attraverso il trasferimento dei condannati stranieri, per l’esecuzione della pena, senza un previo accordo dello Stato estero di cittadinanza e senza il consenso della persona condannata, agevolando, quindi, il trasferimento verso tutti gli Stati dell’UE”.
 
Placido avrebbe fatto meglio a tacere PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 Certo, un film dedicato a Renato Vallanzasca potrebbe costituire un’idea quanto meno discutibile. Eppure – al di là dei quattro ergastoli, 260 anni di carcere e la scia di morti lasciata dietro di sé – sono convinto che «il bandito dagli occhi di ghiaccio» faccia in qualche modo parte della storia d’Italia: storia criminale, è vero, ma Vallanzasca ha avuto almeno il coraggio di assumersi la responsabilità di tutti i delitti commessi, anche quelli che non ha compiuto personalmente. E per quei reati si è fatto (e si sta facendo tuttora, sia pure recandosi, di giorno, al lavoro in una pelletteria) diversi decenni di carcere.
 
Palamara, l'ultimo dei moicani dell'Antimafia militante PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 di Alessio Di Carlo

L'Associazione Nazionale Magistrati ha promosso giorni fa un'assemblea pubblica in sostegno di Salvatore Di Landro, il giudice reggino oggetto di un gravissimo attentato da parte della 'ndrangheta.
L'appuntamento è stato preceduto dalle parole – come sempre sagge ma anche un po' sonnecchiose - del Capo dello Stato che ha auspicato che ''dall'incontro emergano proposte condivise e tecnicamente utili per sostenere l'impegno di tutti gli operatori di giustizia e agevolare l'esercizio delle funzioni spesso svolte in condizioni di grande difficoltà''. 
Lo stesso Di Landro, poi, è intervenuto alla manifestazione denunciando la grave sottovalutazione con cui la vicenda sarebbe stata esaminata e gestita aggiungendo che "non bastano interventi di breve respiro, ma strutturali volti alla riaffermazione di uno stato di diritto".
 
Certezza del diritto, interesse di tutti PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 Generalmente quando si lamenta la mancanza nel nostro Paese di un reale principio di certezza del diritto si finisce per far riferimento quasi esclusivo all'ambito della materia penale.
Purtroppo, invece, sovente capita di verificare come anche in tutti gli altri settori del diritto si verifichi quello scollamento tra prevedibilità e reale applicazione della norma che costituisce appunto l'essenza stessa del principio testé richiamato.
Se ne è avuto un recentissimo esempio in ambito tributario con l'ordinanza n. 18702 del 23 agosto scorso con cui la Corte di Cassazione ha deciso che i compensi dovuti dalle società di capitali ai propri amministratori sono indeducibili in quanto equiparabili a quelli percepiti dall’imprenditore per  i quali la indeducibilità è espressamente prevista dall'articolo 60 del Testo Unico in materia di imposte dirette.
 
Sakineh, Teheran cede: sospesa la lapidazione PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010
 
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