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 Vista l'accoglienza riservata a Schifani e a Bonanni, all'ingresso della festa del Pd di Torino installeranno i tornelli.

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Editoriale

 RIFLESSIONI IN UN'ESTATE SCOMBINATA (I parte)
UNA RIFORMA HA CONSENTITO L’IMBROGLIO
di Mauro Mellini

Tanto si parla e si scrive della casa a Montecarlo di Gianfranco Fini (o di chi sa chi, ma da lui “goduta” – si fa per dire). Nessuno però ha voluto (o saputo) ricordare che se questo brutto imbroglio di un patrimonio lasciato in eredità ad un partito e finito nella disponibilità personale (e para famigliare) del suo leader è stato possibile, si deve ad una riforma del regime delle persone giuridiche approvata qualche anno fa con il consenso di un po’ tutti (ed in particolare della Chiesa, che così si è liberata dei vincoli al suo patrimonio immobiliare) con l’attribuzione della personalità giuridica ed il pieno diritto di possedere immobili per associazioni e fondazioni create senza bisogno di autorizzazioni statali e senza bisogno di autorizzazioni per ricevere eredità, acquistare ed alienare immobili.
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Per non dimenticare

 Sui temi etici Futuro e Libertà può fare male‎
di Filippo Facci per Libero

Caro direttore, mi rifaccio al tuo editoriale di ieri in cui evidenzi come nella compagine di Futuro e Libertà, circa i temi etici, convivano gli orientamenti più vari e disparati: a libertari come Luca Barbareschi si affiancano cioè monumenti un tantino reazionari come Mirko Tremaglia, per dire. So che il tuo ragionamento è più generale e che tende a chiedersi quale sia il collante di Futuro e Libertà: siccome ti è noto quanto i temi etici mi stiano a cuore, però, chiedo di poter riproporre qualche dubbio a riguardo.
Tu stesso ricordi che un partito non è una caserma e che su certi argomenti è normale che cambino gli orientamenti. Bene.

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Enrichetto PDF Stampa E-mail
giovedì 26 agosto 2010
di Gianluca Perricone
Le pagine di cronaca di alcuni quotidiani (pochi per la verità) si sono occupate, durante l’estate, della vicenda di Enrico Gallo, per tutti “Enrichetto”.
L’uomo viveva solo, con il suo fedele cagnolino, in un piccolo centro del Piemonte. Ha il vizio del bere, Enrichetto, ma in paese lo sanno tutti e lui, del resto, non da fastidio a nessuno.
Un giorno, dopo aver alzato un po’ troppo il gomito, il Nostro provoca un incidente stradale: si scontra con un’auto e finisce ai domiciliari per guida in stato di ebbrezza. Una costrizione che ad Enrichetto pesa più di quanto possa incidere su qualsiasi altro soggetto perché lui, Enrico Gallo, non ha nessuno che possa fargli almeno un po’ di spesa. Delle due una: o esce a prendere qualcosa da mangiare per sé ed il proprio cane, o entrambi muoiono di fame. Lui decide di optare per la prima soluzione e va a comprarsi un panino e poco altro.
 
A volte è meglio non essere Cortese PDF Stampa E-mail
giovedì 26 agosto 2010
Teresa Cortese è il nome del magistrato onorario messinese condannato dalla sezione giurisdizionale di appello della Corte dei conti a risarcire al ministero della Giustizia oltre 41 mila euro a titolo di indennità percepite a fronte di ben 456 udienze a cui lo stesso magistrato non aveva mai partecipato.

Già in primo grado, i giudici contabili si erano espressi condannando la Dottoressa Cortese sulla base delle risultanze emerse in seguito a due ispezioni ministeriali.

La faccenda, già piuttosto imbarazzante, vista l'attività svolta dalla condannata, rischierebbe di arricchirsi di un ulteriore elemento di interesse qualora dovesse risultare che la Teresa Cortese condannata dalla Corte dei Conti sia la stessa recentemente eletta coordinatrice cittadina dell'Italia dei Valori.
 
Lui, un vero travaglio PDF Stampa E-mail
giovedì 26 agosto 2010
Lui - il patimento senza fine - è fatto così: non ammette il confronto, il dibattito e, meno che mai, un qualsivoglia tipo di collaborazione tra maggioranza ed opposizione su temi vitali per il destino dell’Italia.
A lui - la nostra sofferenza privo di limiti e ritegno - piace da morire gettare benzina sul fuoco pur di buttarla a casino e far sì che le parti in gioco non si incontrino neppure per una partita a ramino. Lo scorso 21 agosto, ad esempio, lui – la nostra tachicardia fatta in carne ed ossa - ha addirittura riesumato quanto scritto (nel 2004, non l’altro ieri) dall’ex direttore dell’Espresso Claudio Rinaldi. Con questa “operazione-ripescaggio” la tribolazione nostra intendeva, in sintesi, sostenere che devono essere evitati «gli eccessi di cordialità con l’avversario»: insomma guerra e scontro comunque. 
 
Boia in tv? No, grazie PDF Stampa E-mail
giovedì 26 agosto 2010
della redazione
Nonostante circa l’86% dei giapponesi, secondo quanto emerso da una recentissima statistica, sia favorevole al mantenimento della legislazione attuale sulla pena di morte, il ministro della Giustizia Keiko Chiba, ex avvocato, sembra intenzionata a ricorrere anche ai mezzi più estremi per giungere alla sua abolizione. Di qui la decisione di aprire alle telecamere dei media nazionali la sala adibita alle esecuzioni nel carcere di massima sicurezza di Tokyo.

Chiba, da tempo impegnata nella lotta per l’abolizione della pena capitale, ha recentemente autorizzato due impiccagioni dopo forti pressioni del Parlamento, spiegando che “la via da seguire per cambiare l’orientamento dell’opinione pubblica è contribuire al già ampio dibattito sulla pena di morte e su questo i media possono cambiare le cose”.
 
Sassari, chiudere il carcere di San Sebastiano PDF Stampa E-mail
giovedì 26 agosto 2010
Il presidente di “A Buon Diritto”, Luigi Manconi, i parlamentari sardi del Pd Guido Melis, Gianpiero Scanu, Arturo Parisi e il segretario dell’associazione “Il Detenuto Ignoto”, Irene Testa, hanno chiesto la chiusura immediata del carcere di San Sebastiano (Ss) perché, nel collasso generale del sistema penitenziario italiano, rappresenta una situazione particolarmente drammatica e palesemente non riformabile. Lo si legge in una nota dell’ufficio stampa dell’associazione “A buon Diritto”. “Un istituto fatiscente dove i wc sono a vista, collocati nello stesso ambiente dove i detenuti dormono e cucinano, dove sono ospitati 90 tossicomani senza il supporto di alcun psicologo, dove il caldo d’estate e il freddo d’inverno costituiscono due autentiche forme di supplizio. Il sovraffollamento - continua - è superiore a quello medio delle carceri italiane e mancano beni di primissima necessità.
 
Palermo, "temo la reazione rabbiosa della mafia" PDF Stampa E-mail
giovedì 26 agosto 2010
 
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