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Continua il pasticcio sulla diffamazione PDF Stampa E-mail
mercoledì 21 novembre 2012
 di Mauro Mellini
Continua al Senato, in un’atmosfera in verità, oramai, di infastidita rassegnazione, il dibattito (si fa per dire) sul reato di diffamazione col mezzo della stampa (ma più propriamente dovremmo dire sulla “Legge salva Sallusti”).
Oramai anche l’intenzione di salvare Sallusti dal carcere è divenuta meno convinta nei parlamentari, i quali, nella gran parte, hanno una sensibilità per le questioni di libertà e di diritti civili a “corrente alternata” e, comunque fortemente condizionata dalle etichette politiche, che cambiano con quotidiana disinvoltura, non potendosi più parlare delle idee e dei pregiudizi politici, che sembrano oramai cose di altri tempi.
    La realtà è che con questa arruffata discussione di una modifica alle norme penali sulla diffamazione col mezzo della stampa si stanno perseguendo interessi diversi da quello proclamato (l’esenzione dalla pena detentiva per un reato che è, piuttosto, un “incidente del mestiere” di giornalista) ed, in particolare il salvataggio di Sallusti.


 
Un certo Iacolino fa concorrenza a Lumia PDF Stampa E-mail
sabato 03 novembre 2012
di Mauro Mellini
“E poi finisce che uno si butta a Sinistra” diceva Totò. Che oggi avrebbe detto “e poi uno dà retta a Grillo”.
    Dopo l’esito delle elezioni in Sicilia, un certo Salvatore Iacolino (il cui nome è seguito dalla sigla P.P.E. – P.d.L.) parlamentare europeo e deputato regionale di Agrigento, ha reso una dichiarazione alla stampa (si fa per dire: a riprenderlo c’è solo qualche volenteroso sito internet locale) con la quale chiedeva che il Parlamento Nazionale “adegui” l’art. 416 ter c.p. (voto di scambio). Adegui come? Il pluriparlamentare non lo dice, ma sembra chiaro: estendendo la portata di quella già sgangherata previsione punitiva. Che però per lui è semplicemente “inadeguata”.
 
Garantista? Sì, tanto per intenderci PDF Stampa E-mail
mercoledì 31 ottobre 2012
 di Mauro Mellini
"La presentazione di un libro è quella cosa per la quale delle persone che non lo hanno letto ne parlano ad altre che non lo leggeranno“. Lo diceva Paolino Ungari, che molto amava le battute paradossali.
    Se non proprio questo, la presentazione di un libro è quasi sempre una cerimonia in cui delle persone, che prima lo hanno letto, ne parlano sempre bene, come in un rito funebre del morto, almeno a voce alta, non  si dice che bene: “de mortuis nisi bonum”.
    Le eccezioni, naturalmente ci sono: a confermare la regola. Questo pensavo sabato scorso sentendo Giuliano Ferrara alla presentazione, alla Camera dei Deputati, del libro di Guido Vitiello “Non giudicare – conversazioni con i veterani del garantismo”. Trattandosi di veterani, il richiamo a quel detto latino era (ed è) ancor più facile e calzante.
 
Compare un pentito d'antimafia PDF Stampa E-mail
lunedì 01 ottobre 2012
di Mauro Mellini
Finora i “pentiti” erano stati quelli del Terrorismo, della Camorra e, soprattutto, della Mafia.
Ora, pare che ne avremo almeno uno (ma tutto sta cominciare) dell’Antimafia. Sissignori: un pentito d’Antimafia.
Leonardo Sciascia parlava di una “Sicilia come metafora”. C’è anche un suo libro-intervista con quel titolo. Agrigento può essere considerata una metafora, a sua volta, della Sicilia e di metodi siciliani.
Ad Agrigento, dunque, ha imperversato per anni, creandosi un suo buon cantuccio di potere, un classico “professionista dell’antimafia”. Dell’Antimafia e della Moralizzazione. Uomo dalla diffamazione e dalla denunzia “facili”, per scansare le quali molti hanno sopportato (ed anche supportato) le sue insopportabili imprese, Giuseppe Arnone, avvocato, è stato e forse è ancora, malgrado tutto, patrono e padrone di Legambiente.
 
Giustizia ficcanasa nelle botteghe della politica PDF Stampa E-mail
giovedì 20 settembre 2012
di Mauro Mellini
Dopo la ex Margherita ora il P.D.L.
    Pare che i Magistrati abbiano preso gusto a mettere il naso nella vita dei partiti. Arrampicandosi sugli specchi della “natura pubblica” dei fondi provenienti da rimborsi di spese elettorali (che per essere “rimborsi” sono passati nella borsa privata dei partiti stessi) e valendosi della grottesca deformazione delle funzioni del P.M. che, in vista della eventualità di un futuro esercizio dell’azione penale, secondo il codice di procedura “democratico” (del 1989) può andare alla “ricerca” di “notizie di reato”, i P.M. indagano per accertare che i fondi provenienti da rimborsi elettorali ai partiti abbiano effettiva destinazione alle necessità dei partiti stessi, come se il rimborso, benché tale, avesse una “destinazione d’uso” particolare che non sia il ripianamento delle spese, che è destinato a compensare, ma, invece, in considerazione della successiva attività del partito rimborsato.
 
Libertà d'intolleranza religiosa PDF Stampa E-mail
giovedì 20 settembre 2012
di Mauro Mellini
Sono stato impegnato, di recente, nella redazione di uno scritto per un’opera di più autori su di un’argomento che ha, oramai tanti decenni fa, sollecitato il mio primo vero impegno civile ed i miei interessi di cultore del diritto: la libertà religiosa.
    Non sono solo i decenni che fanno la differenza tra l’impegno d’allora e quello (che dovrebbe essere quello) di oggi. Certo il concetto di libertà è lo stesso. Ma i problemi concreti, in relazione proprio alla libertà religiosa, sembrano quelli di secoli e millenni diversi.
    Per fortuna in quel lavoro “a più mani” ho dovuto occuparmi di un aspetto, rilevante anche in altri campi del diritto, della salvaguardia dalla ambiguità, matrice di arbitrio, delle leggi penali.
 
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