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		<title>Il Fatto (quotidiano) non sussiste</title>
		<description>Comments for Il Fatto (quotidiano) non sussiste at http://www.giustiziagiusta.info , comment 0 to 10 out of 10 comments</description>
		<link>http://www.giustiziagiusta.info</link>
		<lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 13:30:52 +0100</lastBuildDate>
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			<title>E' pericoloso leggere.</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2298</link>
			<description>Il reato esterno di concorso in associazione mafiosa,mi ha sempre' fatto paura. Ho &quot;letto &quot; qualche libro sulle varie mafie,facciamo ipotesi che chi di &quot;dovere &quot; venisse a saperlo,se ho capito bene rischierei grosso anche io. Non ne'  parliamo neanche se si verrebbe a conoscienza che &quot; solo &quot; per curiosita ho ascoltato le canzoni della Ndrangheta su Youtube.Boh - Antonino Bagala'</description>
			<pubDate>Tue, 31 May 2011 17:42:43 +0100</pubDate>
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			<title>Orrore</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2297</link>
			<description>Il reato di concorso esterno in associazione di stampo mafiose è un esempio di &quot;giustizia creativa&quot; su commissione. E' un reato senza significato, in quanto o si è mafiosi o non lo si è, se si collabora con un'associazione mafiose, di fatto si è mafiosi, anche se non si è fatto il patto di sangue. L'Italia ormai è piena dei Travaglio, dei Di Pietro e dei Pruneddu, mi auguro che saranno capaci di analizzare oggettivamente non solo le fattispecie ascrivibili a uomini in area Berlusca. Concordo con Gionata Pacor, sulla mostruosità che per evitare di finire in galera, magari tirato in mezzo come il povero Enzo Tortora, un cittadino italiano deve pregare Dio di incontrare un giudice che si attenga alla norma, magari interpretandola restrittivamente, e non un togato che si lanci in voli pindarici. C'è più che mai bisogno di una Giustizia Giusta. Pruneddu si prenda una buona tisana e legga un buon libro di Penale. - Alessandro Rinnaudo</description>
			<pubDate>Tue, 31 May 2011 16:36:46 +0100</pubDate>
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			<title>...</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2293</link>
			<description>Pruneddu, prenda piuttosto un libro di diritto penale e vedrà che il legislatore si è preoccupato di limitare al massimo la discrezionalità del giudice, vietandogli pure il ricorso all'analogia.
I motivi di questa limitazione sono diversi, di natura sociale e culturale, e non è questa la sede per parlarne. 
Se le interessa saperne di più, studi per suo conto. - Alberto Manzi</description>
			<pubDate>Wed, 25 May 2011 12:19:16 +0100</pubDate>
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			<title>Ma per favore!</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2291</link>
			<description>Quindi, oltre a conoscere e rispettare tutte le 200.000 leggi che ci ritroviamo, per essere sicuro di non andare in galera un cittadino deve anche adeguarsi alle interpretazioni personali della giustizia di tutti i 10.000 giudici italiani? - Gionata Pacor</description>
			<pubDate>Wed, 25 May 2011 02:25:22 +0100</pubDate>
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			<title>Dell'Utri?</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2289</link>
			<description>Vorrei farvi notare che prendendo qualsiasi libro di diritto pubblico e quindi non bisogna per forza avere conseguito una laurea in giurisprudenza come sostiene il sagace Alberto Tanzi, si può leggere sotto il capitolo &quot;giudici e funzione giurisdizionale&quot; o più precisamente &quot;giudici come applicazione della legge&quot;  come oggi siano le leggi stesse, spesso formulate in maniera vaga e generale a richiedere che il giudice faccia applicazione di criteri di giustizia molto discrezionali come l'equità, la buona fede, l'interessi dei soggetti più deboli (per questi termini consiglio lo zanichelli ai lettori abituali del sito). Il giudice deve quindi spesso integrare la legge con la sua personale visione della giustizia. Ma ciò accade perchè è la legge stessa a richiederlo.  Qundi anche quando il codice non esplicita in maniera completa l'esistenza di un reato non significa che esso non esista.
In ogni caso credo non ci saranno scuse da nessuna delle parti. Insomma qui si difende Marcello Dell'Utri...  
e giusto per l'appunto, è sicuramente meglio conseguire una laurea nel corso di Travaglio (che tra l' altro è laureato in Lettere moderne con l'indirizzo storico) e Di Pietro che nel corso di Dell'Utri, si perchè lui crede di essersi laureato in medicina, o almeno lo credeva quando ha usato questa scusa per giustificare davanti ad un magistrato una visitina domiciliare chèz Vittorio Mangano: &quot;Doveva presentarmi i suoi problemi di salute&quot;. 
E quindi di cosa stiamo parlando?

Dario Pruneddu - Dario Pruneddu</description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2011 21:40:20 +0100</pubDate>
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			<title>...</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2287</link>
			<description>Non arriveranno neanche le scuse di dario Pruneddu, che si deve essere laureato in giurisprudenza nello stesso corso di Travaglio e Di Pietro. - Alberto Manzi</description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2011 16:08:26 +0100</pubDate>
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			<title>...</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2283</link>
			<description>Benarrivato: la lunga dissertazione dà conto del fatto che di quel &quot;reato&quot; (che naturalmente ha natura assai diversa dal mero concorso di persone nel reato ex art. 110 c.p.) il codice non parla - esattamente come è scritto nell'articolo - ma che è stata la giurisprudenza ad elaborarne la costruzione.
Sulle scuse di Travaglio, non mi meraviglia affatto che dopo aver dato del &quot;mafioso&quot; a Dell'Utri non ritenga di doversi scusare nonostante la sentenza della Corte d'Appello. 
Chissà perché, ma me l'aspettavo.
Adc
 - adc</description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2011 16:48:08 +0100</pubDate>
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			<title>L'importanza di saper leggere</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2282</link>
			<description>Ovviamente tra i problemi maggiormente dibattuti in giurisprudenza con riferimento all'associazione di stampo mafioso, è presente quello relativo alla configurabilità di un concorso esterno ex art. 110 cp. 
Nel caso di specie, il problema, era molto più complicato dalla positiva ed esplicitata previsione di una serie di ipotesi di contiguità all'associazione mafiosa che, a parere di una parte degli interpreti, perchè interpretare una legge spetta ad un giudice laddove inciampi in una c.d. mancanza legislativa, avrebbe significato che il Legislatore aveva inteso disciplinare in guisa specifica tutte le forme di contiguità punibili (basta pensare al patto di scambio tra voti e favori disciplinato dal terzo comma dell'art. 416 ter cp, o all'aggravante  del delitto di favoreggiamento personale prevista dall'art. 378 cp o all'aggravante specifica della commissione di delitti finalizzati all'agevolazione delle attività dell'associazione di stampo mafioso - art. 7 d.l. 13 maggio 1991, n 152).
E qui il succo della faccenda: l'approdo della giurisprudenza è stato, però, quello di ritenere AMMISSIBILE un concorso esterno in associazione di stampo mafioso anche non ritenendo che vi sia norma che precluda la vis espansiva dell'art. 110 cp. I presupposti per la positiva verifica del concorso esterno sono: l'accertamento di un nesso causale tra l'attività agevolatrice esterna (ad es. un patto di scambio tra garanzia di voti nella competizione elettorale ed un successivo appoggio politico al sodalizio) e il rafforzamento del sodalizio. Ovviamente tale nesso causale, secondo l'insegnamento delle Sezioni Unite (sentenza Mannino), dovrà essere effettuato ex post secondo la migliore scienza ed esperienza così come in generale stabilito con riferimento al nesso causale ex art. 40 cp (sentenza Franzese).

Le scuse di Travaglio sul Fatto non ci sono e credo non ci saranno mai per un motivo principale: Travaglio non ha di che scusarsi.

Dario Pruneddu
 - Dario Pruneddu</description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:49:19 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>L'importanza di leggere</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2281</link>
			<description>A riprova di quanto importante sia leggere (a proposito, grazie dell'invito), le consiglio di verificare: nell'articolo mi riferisco al concorso esterno in associazione di stampo mafioso e non al reato di cui al 416 bis. Del primo, salvo che non sia stato introdotto nottetempo, non c'è traccia.
Quanto al Fatto, ho cercato - senza fortuna - un articolo in cui Travaglio si scusasse di questa (come delle precedenti) colossale topica.
Anche in questo caso, non sono stato fortunato.
Mi dia una mano lei, che  è un lettore così attento.
Cordialmente
Alessio Di Carlo - adc</description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2011 08:01:29 +0100</pubDate>
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			<title>Esiste Eccome</title>
			<link>http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4904&amp;Itemid=72#pc_2280</link>
			<description>L'associazione di stampo mafioso è prevista eccome dal codice ed è disciplinata dall'art. 416 bis cp che è stato introdotto dal legislatore nel 1982 nell'intento di rendere punibili fattispecie associative non riconducibili nel novero dell'associazione per delinquere semplice di cui all'art. 416 cp.
Al contrario dell'associazione per delinquere semplice (cosa diversa), l'associazione di stampo mafioso si caratterizza per le modalità operative dell'associazione più che per la natura delittuosa dei fini. Quindi verrebbe da chiedersi, da quale brillante penna sono uscite tutte queste fesserie?

A proposito del Fatto Quotidiano: forse è il caso di leggerlo.

Dario Pruneddu - Dario Pruneddu</description>
			<pubDate>Sun, 22 May 2011 23:53:28 +0100</pubDate>
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