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luned́ 08 febbraio 2010 |
di Puntaspilli Spero, ma davvero spero, di leggere, prima o poi, sul Fatto Quotidiano, nella mini-rubrica dedicata ad Indro Montanelli (“La stecca di Indro”), la frase che l’ex direttore del Giornale scrisse nel suo editoriale – a proposito dell’assoluzione in Appello di Enzo Tortora – nell’ormai lontano 16 settembre 1986: «Di una cosa sola (Tortora, ndr) ha il diritto di vantarsi: di aver dimostrato a proprie spese – e che spese! – che non può e non deve bastare un accordo fra tre o quattro, o anche dieci furfanti per dare a un’accusa la consistenza di una prova».
Ecco, se la “travagliata” testata giornalistica diretta da Padellaro trovasse il coraggio di pubblicare anche questa “stecca montanelliana”, riuscirebbe a dimostrare di essere davvero al di sopra delle parti. Certo, Marco Travaglio avrebbe dalla sua qualche argomento in meno e Bruno Contrada tornerebbe ad essere quello che realmente era (ed è), un servitore dello Stato. D’altronde è noto: le scelte coraggiose non accontentano mai tutti ma, in questo caso, prevedo che sia proprio il coraggio a disertare.
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