Fetore
luned́ 08 febbraio 2010
Adesso, ci può anche stare che Gioacchino Genchi, il consulente dell’ex pm di Catanzaro De Magistris (e non solo suo…), si presenti al congresso dell’Italia dei Valori; e ci può anche stare che per attirare un po’ di attenzione su di sé spari la prima fesseria che gli viene in mente (“Nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c’è nulla di vero"); e ci può ancora anche stare che lo stesso Genchi difenda l’indifendibile (cioè Di Pietro) "dagli schizzi di fango che stanno arrivano". Ci può stare tutto, al primo congresso dell’IdV dopo diversi anni dalla sua nascita: anche Genchi, quindi davvero tutto.

Quello che non ci dovrebbe stare, invece, è un leader di quel partito che, dopo essersi messo in casa una bomba vacante come l’«uomo dei telefoni», ha la faccia tosta (e non vogliamo essere volgari…) di dichiarare che "è grave che Genchi abbia fatto certe affermazioni al congresso dell’Italia dei Valori. Rinnoviamo la condanna ferma del gesto di Tartaglia. Quello che è accaduto è chiaro e non credo che la magistratura debba aprire una indagine su una teoria del complotto che non ha alcun fondamento. Queste tesi fantascientifiche non appartengono alla cultura della giustizia e della legalità dell’Idv".
E’ come mettersi una puzzola nel proprio appartamento e poi meravigliarsi del fetore imperante.
                                                                                                   (kappa)
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