Disoccupati in pensione 10 anni prima: ecco perché a 57 anni si può

Ci sono contribuenti italiani che possono godere di alcuni privilegi pensionistici che sono davvero importanti. Soprattutto per i disoccupati ci sono canali di pensionamento anticipato che possono fare comodo e che vanno solo sfruttati.

Se nella previdenza obbligatoria ci sono l’APE sociale e la Quota 41 per i precoci, che sono due misure destinate anche ai disoccupati, nella previdenza alternativa c’è ancora di meglio. Infatti chi da tempo è senza lavoro può godere di un anticipo pensionistico di ben 10 anni. E quando diciamo disoccupati in pensione 10 anni prima, il riferimento è alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Disoccupati in pensione 10 anni prima, ecco perché a 57 anni si può

I contribuenti più previdenti nella loro vita, oltre ai versamenti nella previdenza obbligatoria, cioè all’INPS, hanno versato o versano anche nella previdenza alternativa. Si tratta della conosciutissima previdenza complementare. Chi è desideroso di mettere a posto il futuro, puntando ad ottenere una pensione più alta aggiungendo a quella dell’INPS anche una da un fondo pensionistico privato, in alcune circostanze può aspirare a prendere una rendita nettamente in anticipo rispetto alla pensione INPS. Una soluzione che per forza di cose ad un disoccupato può interessare maggiormente. Chi ha compiuto 62 anni di età e si trova senza lavoro, può chiedere l’anticipo della liquidazione di quella rendita complementare che ha provveduto a riempire versando durante gli anni di carriera. La misura si chiama RITA ed ormai è strutturale dopo che il Governo la introdusse nel 2017. Quindi, chi si trova senza lavoro alla cessazione dell’attività può chiedere la liquidazione della rendita che lo accompagnerebbe alla pensione a 67 anni.

Ecco come funziona la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

Se l’interessato è un disoccupato da almeno 24 mesi questa soluzione può essere ancora più vantaggiosa. Chi si trova a 10 anni dalla pensione di vecchiaia ordinaria, ovvero chi ha compiuto già 57 anni, se da 24 mesi almeno non lavora, può godere quindi della RITA. Sia per chi ha 62 anni che per chi ne ha 57, i requisiti generali per sfruttare la RITA sono quelli contributivi. perché è necessario avere almeno 20 anni di contributi nella previdenza obbligatoria. In pratica bisogna avere già la carriera utile alle pensioni di vecchiaia ordinarie a 67 anni. E poi bisogna aver versato almeno 5 anni di contributi alla previdenza complementare. In questo modo si possono dare per maturati i requisiti utili a richiedere la RITA. Il contribuente interessato alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata può decidere l’entità dell’anticipo. Infatti, può scegliere di richiedere che l’anticipazione sia riguardante solo una parte del montante accumulato nella previdenza complementare. Lasciando la restante parte alla liquidazione successiva quando effettivamente il diretto interessato andrà in pensione.

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