La penna di Giovanni Falcone: ecco lo strumento con cui sono stati scritti i verbali dell’Antimafia nel 1990

È ben più di una semplice penna stilografica. È un oggetto che intreccia valore simbolico e funzionale nella lotta contro la mafia. Un monito per le nuove generazioni e un’eredità da custodire.

Giovanni Falcone, magistrato italiano divenuto simbolo della lotta contro la mafia, utilizzava una stilografica Pelikan Toledo M900 che trascendeva il semplice strumento di lavoro. Era un oggetto che assumeva un significato profondo, un’espressione tangibile del suo impegno contro la criminalità organizzata. Ritrovata tra i resti dell’attentato di Capaci del 1992, in cui Falcone perse la vita, la penna oggi è custodita gelosamente al Museo del Presente di Palermo. Qui diviene un monito e uno stimolo per le nuove generazioni, un’evocazione concreta del coraggio e della dedizione del magistrato.

Oltre al suo potente valore simbolico, la Pelikan Toledo M900 era anche lo strumento quotidiano con cui Falcone svolgeva il suo lavoro. Con questa penna firmava atti, annotava appunti e redigeva documenti di cruciale importanza. Si stima che con la sua Pelikan abbia scritto alcuni dei fascicoli più significativi della sua carriera, tra cui quelli relativi al Maxiprocesso di Palermo e alle indagini su Cosa Nostra. I documenti vergati da Falcone con la sua inseparabile penna stilografica possiedono un inestimabile valore storico e giuridico. Rappresentano una prova tangibile del suo impegno infaticabile nella lotta alla mafia e della sua dedizione assoluta al lavoro.

Produzione interrotta

La penna di Giovanni Falcone era una Pelikan Toledo M900, legame tangibile con l’operato del magistrato e con la sua eredità. La penna, restaurata con cura e conservata al Museo del Presente, ammonisce le generazioni future sulla necessità impellente di contrastare la mafia e di difendere con tenacia i valori della legalità e della giustizia. La memoria di Falcone e il suo esempio continuano a vivere attraverso i suoi scritti e attraverso la sua penna, divenuta un simbolo universale di coraggio, integrità e tenacia nella lotta contro il crimine.

La Pelikan Toledo M900 non è solo un oggetto carico di valore storico. La penna ci ricorda il sacrificio di Giovanni Falcone e ci spinge a non cedere mai di fronte alle ingiustizie e alle sopraffazioni. Il suo esempio ci invita a prendere posizione, a lottare per un mondo libero dalla mafia e a costruire un futuro più giusto e sicuro per tutti. Il modello 900 era di resina nera con striature verdi. Fatta di oro 14 carati era disponibile in diverse gradazioni di scrittura. Il sistema di caricamento era a pistone. La produzione è stata interrotta nel 2006.

La penna di Giovanni Falcone e le altre simili

Non è dato sapere con certezza perché Falcone avesse scelto proprio questo modello. Si può affermare con certezza che la Pelikan Toledo M900 era una penna affidabile, elegante e robusta, caratteristiche che ben si sposavano con la personalità del magistrato. Inoltre, la penna era un regalo ricevuto da un amico e per Falcone aveva un valore sentimentale. Chi è interessato a penne simili e di questo valore può ricercare oggi la Pelikan Souverän M400, simile alla M900 per dimensioni e forma, ma realizzata in resina nera liscia. Ma anche la Montblanc Meisterstück 146, che è un’altra penna classica ed elegante, realizzata in resina nera pregiata. Così come la Sailor Pro Gear Slim, una penna giapponese di alta qualità, apprezzata per la sua scrittura fluida e il pennino preciso. E la Pilot Custom 74, una penna dal design semplice e minimalista, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Oltre alla Pelikan Toledo M900, Falcone possedeva altre penne stilografiche, tra cui una Parker 75 e proprio una Montblanc Meisterstück. Ciò nonostante, la Pelikan Toledo M900 era la sua penna preferita ed è quella con cui ha firmato alcuni dei documenti più importanti della sua carriera.

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