TFR, meglio in azienda o in un fondo pensione: la risposta non è quella che tutti credono

Il TFR viene corrisposto ai lavoratori e accumulato durante la loro permanenza e attività, per essere liquidato al termine del rapporto.

In generale quindi, nella maggior parte dei casi, si riceve la somma dovuta e la si utilizza per investimento, come fondo per il futuro o per scopi personali. Oggi sono cambiate le modalità di erogazione, i tempi si sono allungati anche nel pubblico e bisogna fare i conti con una disponibilità differente.

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Dove è meglio tenere il TFR (Giustiziagiusta.info)

Anche se questa regola vale per la maggior parte dei lavoratori, non tutti sanno come sfruttare al meglio tale opportunità in modo veramente proficuo. Le opzioni non sono uniche, c’è una doppia possibilità e non tutte e due convengono allo stesso modo.

TFR, meglio in azienda o in un fondo pensione?

La liquidazione viene calcolata sulla retribuzione lorda del dipendente e tradizionalmente viene accumulata dal datore di lavoro, questo vuol dire che conserva ogni mese una fetta, specificata in busta paga, e la mette a deposito da parte.

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Come sfruttare al meglio il TFR (Giustiziagiusta.info)

Il TFR solitamente corrisponde al 6.91% annuo della retribuzione, quindi ad esempio per uno stipendio complessivo di 25 mila euro annui, si ottengono circa 1750 euro quindi in 10 anni di lavoro sono 1750,00 euro. Tuttavia anche se tutti tendono a dare per scontato questa opzione, c’è un’altra possibilità molto interessante.

Ognuno può scegliere infatti di tenere il TFR in Azienda, quindi accantonarlo e poi pagare l’aliquota del momento (ora ad esempio la tassazione minima è fissata al 23%). L’alternativa però è disporre del proprio reddito sfruttando un fondo pensione. Attenzione, si può passare in qualunque momento dal trattamento in azienda al fondo pensione ma non viceversa, quindi chiaramente la scelta va pensata.

Di base tutti pensano sia meglio tenerlo in azienda ma in realtà non pensano al fatto che così i fondi subiscono una svalutazione. Invece, versandoli nel fondo pensione, non solo creano una base sicura per il futuro ma vengono tassati anche molto meno. In quel caso, pur essendo un autofinanziamento con i redditi da TFR, si applica comunque la tassazione prevista per quel tipo di prodotto. Quindi si ottiene una deducibilità maggiore, ovvero si guadagna molto di più.

La cosa importante è scegliere in questo caso il fondo giusto, ciò vuol dire investire il denaro per dei fondi non vincolanti, che non sono necessariamente legati all’età pensionabile. In quel caso infatti il reddito accumulato non sarà prelevabile in qualunque momento ma bisognerà attendere il raggiungimento dell’età prevista a livello nazionale che potrebbe oscillare nel corso del tempo.

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