Stipendi, nuova tornata contrattuale porta con sé aumenti: quanto si guadagnerà in più

Gli aumenti di stipendio sono stati fissati grazie al rinnovo dei contratti che porterà a novità molto importanti per i lavoratori.

Una variazione molto significativa, soprattutto considerando le condizioni generali economiche, i rinnovi attesi da tempo e anche le questioni propriamente salariali per determinate categorie di lavoratori che beneficeranno di un incremento netto.

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Quanto si guadagnerà con gli aumenti salariali (Giustiziagiusta.info)

Non tutti sono interessati da questo aumento che comunque avviene in modo proporzionale quindi in considerazione di quello che è il proprio stipendio e dei costi relativi. Ci sarà un guadagno maggiore che comunque sarà integrato con tutti i benefici già attivi.

Aumenti salariali: cosa comportano i nuovi contratti, chi guadagna di più

Complessivamente si tratta di un’indennità aggiuntiva da 160 euro al mese che va ad aggiungersi al resto e che porterà quindi una buona percentuale di costi implementati mensilmente. Da un lato agevolazioni, detassazione, benefici per famiglie e bonus e dall’altra aumenti sullo stipendio contribuiranno a determinare alla fine un reddito profondamente differente.

Stipendi tornata contrattuale
Stipendi, scattano gli aumenti (Giustiziagiusta.info)

In totale sono stati stanziati 10 miliardi di euro, quindi questo porterà ad aumenti fino al 6%. Senza contare che oltre a quanto stabilito propriamente per i rinnovi contrattuali ci sono anche altri benefici che sono aggiuntivi quindi che non vanno a sottrarsi o a sostituirsi a questi ma si potranno sommare complessivamente.

Gli incrementi nella scorsa ondata furono del 3.5% ora sono praticamente quasi il doppio, quindi ovviamente è un dato importante da non sottovalutare. Nel 2019/2020 ci fu un altro balzo del 4% ma questo resta il più significativo degli ultimi anni. Gli aumenti hanno superato l’inflazione e quindi in questo modo si riesce meglio a bilanciare la condizione economica di coloro che li riceveranno sul mensile.

Senza contare che l’effetto del Decreto Anticipi ha già portato ad un aumento del 16.6% sui contratti del pubblico a dicembre 2023, quindi praticamente pochissimi mesi fa. Seguendo il rapporto Aran, le retribuzioni per alcuni sono arrivati a sfiorare il 19.7% in più considerando anche l’anticipo dell’indennità di vacanza. Per i dirigenti con contratto invece la stima è più bassa, si parla dell’1.7% ma questi dati sono comprensibili perché in gran parte si parla di medici e quindi l’anticipo dell’indennità non era fruibile.

Il presidente Aran, Antonio Naddeo, si è detto soddisfatto per questa nuova tornata contrattuale, per ciò che comporta per i lavoratori e per i benefici effettivi. “Con la nuova tornata contrattuale, Aran e organizzazioni sindacali dimostrano concretamente il loro impegno costante per assicurare condizioni lavorative eque e competitive. Rilanciare il lavoro pubblico è l’obiettivo di tutti” ha specificato al termine dell’intervento aprendo le porte al futuro della pubblica amministrazione.

Ovviamente ad essere protagonisti di questi contratti sono gli statali, per il settore privato ci sono comunque benefici ma differenti e dati proprio dalla decontribuzione, dalle agevolazioni previste e dai bonus che vertono soprattutto sulle famiglie e quindi sull’agevolazione del reddito per nuclei più numerosi.

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