Affitti brevi 2024, come cambia il mercato con le nuove disposizioni: la notizia che farà sorridere i proprietari

Le nuove regolamentazioni in materia di affitti brevi sono state accolte generalmente con favore dai proprietari di immobili.

Il panorama degli affitti brevi sta per accogliere un’evoluzione significativa nel 2024, un cambiamento che preannuncia buone notizie per i proprietari di immobili. Il settore, già in crescita grazie a un rinnovato interesse turistico e alla flessibilità abitativa richiesta dalle nuove generazioni di lavoratori, vede ora l’orizzonte arricchirsi di nuove opportunità grazie a disposizioni legislative innovative.

disposizioni affitti brevi 2024
Buone notizie per i proprietari che affittano le loro case a turisti e lavoratori stagionali (Giustiziagiusta.info)

Con un giro d’affari che si aggira attorno a quasi 1.5 miliardi di euro e circa 600.000 proprietà coinvolte, il mercato italiano degli affitti brevi ha visto una distribuzione capillare nelle maggiori città italiane, con incrementi notevoli: +17% a Roma, +10% a Milano, +21% a Firenze, +17% a Venezia, e +10% a Bologna. Questo aumento della domanda ha spinto sempre più proprietari e investitori a considerare l’affitto breve come una solida opportunità di reddito.

Nuove regole e ottime previsioni per chi affitta la propria casa nel 2024

Le nuove disposizioni normative, in arrivo nel 2024, secondo gli esperti del settore sono destinate a innescare ulteriori dinamiche positive per i proprietari. Tra queste, spicca l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), un’iniziativa del Ministero del Turismo volta a regolamentare più efficacemente il settore degli affitti brevi. Questo strumento non solo semplificherà la gestione degli affitti temporanei ma garantirà anche una maggiore trasparenza e sicurezza, sia per i locatari che per i locatori.

previsioni per il mercato degli affitti brevi nel 2024
Le previsioni di mercato sembrano portare buone notizie ai proprietari immobiliari (Giustiziagiusta.info)

Parallelamente, viene introdotto un aggiustamento della cedolare secca, che passerà dal 21% al 26% per i proprietari che affittano più di un appartamento. Questa modifica fiscale è pensata per incentivare una maggiore equità nel trattamento dei redditi derivanti da affitti brevi, cercando di bilanciare l’attrattiva dell’investimento con le necessità di un corretto apporto fiscale.

Dopo un 2023 che ha segnato una ripresa turistica con oltre 445 milioni di presenze, superando i livelli pre-pandemici, il settore degli affitti brevi si è dimostrato più vivo e promettente che mai, con una crescita del 15% nella domanda di short-rental e del 30% per le locazioni di medio-lungo termine.

Queste disposizioni mirano quindi a regolamentare il settore in modo più efficace, ma offrono anche ai proprietari l’opportunità di posizionarsi meglio in un mercato in crescita, adattando le proprie strategie di locazione alle nuove esigenze legali e fiscali. Il risultato atteso è una maggiore professionalizzazione del settore, con benefici sia per chi offre che per chi cerca alloggi in affitto breve.

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