Fisco, scatta una nuova scadenza al 15 marzo: è l’ultima possibilità per pagare

Si tratta di un appuntamento da non perdere per molti contribuenti. La scadenza del 15 marzo sarà l’ultima possibilità per pagare.

Anche quest’anno chi non è in regola con i pagamenti avrà la possibilità di mettersi in pari e di affrontare il tutto con una maggiore tranquillità. A farlo sapere è l’Agenzia delle Entrate, che ha certificato la riapertura dei termini per la cosiddetta rottamazione quater.

Fisco, scatta una nuova scadenza al 15 marzo
Ecco la scadenza a cui fare attenzione (Giustiziagiusta.info)

I contribuenti italiani che devono “saldare il conto” potranno pagare entro il 15 marzo. Si tratta quindi di una scadenza importante che rappresenta l’ultima possibilità di pagare e saldare i propri debiti. Ecco come funziona e a che cosa fare attenzione.

Rottamazione quater entro il 15 marzo

È stato approvato in commissione Bilancio e Affari costituzionali della Camera l’emendamento che dà il via libera al decreto Milleproroghe. Questo prevede quindi il differimento del termine di pagamento delle rate che sarebbero dovute essere pagate nel 2023, oltre alla scadenza relativa al 28 febbraio del 2024.

Fisco, scatta una nuova scadenza al 15 marzo
Sono migliaia i contribuenti che faranno accesso alla rottamazione quater – (Giustiziagiusta.info)

I contribuenti che non si trovano in regola con i pagamenti potranno effettuare il versamento integrale delle rate entro il 15 marzo. In questo modo usufruiranno della definizione agevolata. La nuova scadenza vede inoltre applicato il termine di tolleranza di cinque giorni. L’obiettivo del governo è quello di accedere ad almeno 5,4 miliardi di euro grazie ai pagamenti degli arretrati.

Secondo Lucia Albano, sottosegretaria al ministero dell’Economia, le entrate grazie alla rottamazione quater nel 2023 ammontano a circa 7 miliardi di euro. Sei miliardi e mezzo si riferiscono al pagamento della rateazione in scadenza nel 2023, mentre altri 3 miliardi si riferiscono alle scadenze successive e che sono state già pagate.

Secondo i dati forniti, il tasso di decadenza registrato, rispetto agli importi per il 2023 – di circa 11,9 miliardi – ammonta al 45,4%: 5,4 miliardi. Si tratta di una percentuale, secondo il sottosegretario, di gran lunga inferiore rispetto alle precedenti “procedure di agevolazione”. Nella prima rottamazione i tassi di decadenza ammontano al 53%, mentre al 67% nella seconda e al 70% nella terza.

Per quanto riguarda invece le richieste dei contribuenti, il ministero fa sapere che ammontano a 3,8 milioni le domande relative all’accesso alla rottamazione quater. Sono questi i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate e riferiti dal sottosegretario Albano. Le domande si riferiscono ad una platea di circa 3,5 milioni di cittadini contribuenti, pur considerando che ogni contribuente aveva la possibilità di inviare più di una richiesta. Nell’86% dei casi, i contribuenti hanno richiesto di poter pagare a rate. Solo il 15%, invece, ha deciso di pagare con rata unica.

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