Pensioni anticipate, sospesi i pagamenti: durissimo comunicato INPS, da quando non saranno più erogate

Notizie complesse in arrivo per i pensionati a seguito del comunicato INPS che fa chiarimento sui pagamenti sospesi.

Poiché molti pensionati si sono trovati improvvisamente con il pagamento del sussidio sospeso o nella condizione di dover restituire all’INPS le somme avute e non spettanti, l’Ente ha chiarito tutto mediante apposito comunicato.

Pensioni anticipate pagamenti sospesi
Cosa cambia per le pensioni anticipate (Giustiziagiusta.info)

Un documento in cui ha fatto presente estremi, modalità e anche opzioni possibilità, validando una regola che a molti sfugge e che porta di fatto alla decadenza immediatamente della pensione. Questo requisito non è opzionale ma fisso e uguale per tutti.

Pensioni anticipate: scatta il blocco dei pagamenti, la novità

L’INPS ha ribadito la necessità per tutti di fare attenzione al divieto di cumulo per i redditi da lavoro con la pensione anticipata. Questo limite è fondamentale perché nei casi in cui vi sia una maggiorazione di quanto previsto ovviamente l’assegno sarà sospeso.

pensioni anticipate INPS
Comunicazione ufficiale INPS per pensionati (Giustiziagiusta.info)

Un chiarimento che è arrivato con tanto di nota ufficiale e che fa comprendere quanto sia importante il passaggio e chi viola tale regola si trova in una condizione di netto svantaggio. Sicuramente è possibile che l’Ente se ne accorga dopo mesi e quindi non subito ma questo non cambia l’esito, ovvero la possibilità di ricevere un taglio dell’importo immediato.

Laddove poi non dovesse palesarsi il blocco immediato per la pensione, l’INPS chiederà la restituzione di quanto previsto e quindi dei fondi erogati che non erano di diritto del pensionato. Ciò vuol dire che la persona dovrà restituire le somme. Questo vale come vincolo su tutte le opzioni di pensionamento anticipato come Quota 100, 103, e simili.

Il meccanismo specificato dall’Ente si applica ai sistemi flessibili di pensionamento anticipato, riguarda quindi un limite generale di cui dover tenere conto secondo cui, chi sceglie di andare in pensione prima, non può di fatto lavorare in maniera stabile almeno fino al raggiungimento dell’età pensionabile effettiva. Vige quindi l’impossibilità di cumulare redditi da lavoro con redditi derivanti dal beneficio.

Nell’articolo apposito si legge: “La pensione quota 100 non è cumulabile, […] con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui”. Quindi si può percepire un reddito aggiuntivo ma questo non deve superare la soglia e comunque mai essere legato ad un lavoro continuativo nel tempo, perché di fatto se si esce prima dal mondo del lavoro, con le agevolazioni del caso, non si può scegliere dopo di lavorare. Tale possibilità rientra al compimento dei 67 anni quando decade il pensionamento anticipato e subentra quello ordinario. 

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