Congedo di paternità, attenzione ai ‘dettagli’: chi non può assolutamente richiederlo

Tutti i dettagli sul congedo di paternità per i lavoratori: ecco chi non può beneficiarne. Come funzione, quanto dura e come fare domanda.

Anche per tutto il 2024 sarà possibile richiedere il congedo di paternità per i lavoratori dipendenti; una misura che consente a chi è diventato papà di poter usufruire di 10 giorni di congedo per la nascita del proprio figlio. Di seguito tutte le informazioni utili su che cos’è, come funziona a chi spetta e chi sono gli esclusi.

Congedo paternità, cos'è e come funziona
Papà e figlio (Giustiziagiusta.info)

Come accennato precedentemente, il congedo di paternità è un particolare permesso retribuito che consiste ai dipendenti di usufruire dell’astensione dal lavoro in occasione sia della nascita che dell’affidamento della adozione del proprio figlio. Il padre lavoratore avrà un periodo di astensione obbligatoria di 10 giorni giorni. 

Congedo paternità, cos’è e come funziona. Chi sono gli esclusi

La normativa prevede un obbligo della durata di 10 giorni ed il periodo in cui è possibile usufruirne va dai 2 mesi che precedono la data del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita. Per quanto riguarda i papà adottivi o affidatari, i cinque mesi saranno calcolati dalla data di arrivo del minore in famiglia.

Cos'è il congedo paternità
Padre e figlio insieme (Giustiziagiusta.info)

Importante sottolineare che i giorni non sono frazionabili in ore, ma il padre lavoratore deve usufruirne anche in via non continuativa. Di seguito a chi spetta il congedo:

  • i lavoratori dipendenti di Amministrazioni pubbliche, alle quali compete il riconoscimento del diritto e la relativa erogazione del trattamento economico;
  • i lavoratori domestici, per i quali non è prevista la sussistenza del requisito contributivo necessario per fruire del congedo di maternità o del congedo di paternità alternativo;
  • i lavoratori agricoli a tempo determinato, per i quali non deve sussistere il requisito contributivo.

Come menzionato in precedenza, il congedo spetta ai titolari di contratto di lavoro e potranno usufruirne per la nascita di un figlio, adozione affidamento del minore, decesso del figlio. Di seguito gli esclusi del congedo:

  • ai padri lavoratori iscritti alla Gestione separata;
  • a tutti i padri lavoratori autonomi compresi i lavoratori che abbiano un rapporto di lavoro autonomo dello spettacolo. In caso di contemporaneo svolgimento di lavoro autonomo dello spettacolo e rapporto di lavoro dipendente, il lavoratore è tenuto ad astenersi – a titolo di congedo di paternità obbligatorio – dal solo rapporto di lavoro subordinato.

Per richiedere il congedo sarà necessario presentare l’istanza in due modalità:

  • i lavoratori che ricevono il pagamento dell’indennità di congedo dal datore di lavoro, devono presentare una apposita richiesta in forma scritta, specificando le date in cui si desidera assentarsi dal lavoro;
  • I lavoratori che ricevono il pagamento dall’Inps, dovranno presentare la domanda in modalità telematica. 

I lavoratori dovranno essere in possesso delle credenziali SPID, della CIE o della CNS. Per quanto riguarda la retribuzione, ogni congedo è retribuito totalmente. Il dipendente, infatti, riceverà l’importo pari alla retribuzione pattuita. L’indennità è pagata dal datore che assolve in maniera anticipata la corresponsione da parte dell’Inps.

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