Le vecchie schede telefoniche colorate, rassicuranti e facili da collezionare: lo sai che il loro valore esatto è 500 euro?

Nel mondo del collezionismo, le schede telefoniche rappresentano un affascinante spaccato di storia e cultura. Diverse le versioni studiate negli anni. Ecco una rassegna.

Un esempio emblematico dell’universo delle carte telefoniche è la scheda denominata Il Labirinto, parte della serie dedicata ai giochi della Settimana Enigmistica. Nonostante la sua tiratura iniziale di oltre 1.000.000 di pezzi, questa scheda è diventata un rarissimo pezzo da collezione. La sua storia è segnata da una controversia sui diritti d’autore, che ha portato al ritiro dal mercato e alla distruzione delle giacenze. Eccetto le circa 6.500 schede distribuite attraverso il servizio di collezionismo di Telecom. Oggi, questa scheda ha un valore economico significativo e si trova raramente smagnetizzata, un vero tesoro per i collezionisti.

La prima scheda telefonica al mondo, conosciuta come “SIDA 0”, è un’altra gemma del collezionismo. Nata in Italia nel 1976 dalla collaborazione tra SIDA e SIP, è una scheda a banda magnetica verticale in cartoncino pressato. Unica nel suo genere, questa scheda veniva trattenuta nell’apparecchio una volta esaurita, rendendo difficile il suo reperimento. Due curiosità la rendono ancora più interessante, le due tipologie di magnetizzazione, lineare e ad arco, e il numero di due cifre sul retro, che pare indicasse la zona italiana di distribuzione. La sua rarità e il suo valore elevato attirano l’attenzione dei collezionisti, che devono fare attenzione ai falsi, verificando la magnetizzazione e l’aspetto estetico della banda magnetica.

Esemplari da ricercare

Le vecchie schede telefoniche colorate? Il mondo del collezionismo le ama, ma il settore non è immune dalle fake news. Un caso emblematico riguarda la scheda nota erroneamente come Particolare di Michelangelo. In realtà, il soggetto della scheda è un particolare dell’apostolo Matteo tratto dal capolavoro L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Questo errore di attribuzione è diventato così radicato nel linguaggio dei collezionisti che, nonostante la consapevolezza dell’errore, la scheda continua ad essere chiamata con il nome sbagliato. È un esempio di come le notizie errate possano diventare verità condivise nel tempo, influenzando la percezione collettiva.

Questi esempi dimostrano come il valore delle schede telefoniche non dipenda solo dalla loro tiratura ma anche dalla storia che le circonda. Le controversie, le caratteristiche uniche e persino gli errori di attribuzione contribuiscono a creare l’aura di rarità e desiderabilità che circonda questi oggetti. Per i collezionisti, conoscere la vera storia delle schede e distinguere le informazioni accurate dalle false è fondamentale per apprezzare appieno il valore del loro hobby. Questo esemplari sono molto ricercati e possono raggiungere anche offerte con cifre a sei zeri se troviamo i giusti collezionisti disposti a investire.

Le vecchie schede telefoniche colorate, tecnologia dell’epoca all’asta

La scheda telefonica con tecnologia Urmet, a banda magnetica orizzontale, ha visto la luce dopo anni di sperimentazioni con diverse tecnologie. Proprio così. Dopo alcuni anni di utilizzo della tecnologia SIDA, a banda magnetica verticale, a causa delle numerose frodi e contraffazioni, la SIP indisse una gara d’appalto nel 1985. Vennero proposte nuove tecnologie. Diverse ditte produttrici di carte prepagate parteciparono, sperando di entrare in un mercato che si rivelò florido e ricco di richiesta. Tra le proposte vi erano la SIDA con una tecnologia basata sulla fibra ottica. La IPM di Arzano con areole magnetiche chiamate dot. La S.G.S ATES con schede di plastica contenenti memoria EPROM. La Urmet di Torino che vinse l’appalto con una magnetizzazione a tre punti.

Le schede telefoniche SIP e Telecom Italia hanno valori molto variabili sul mercato collezionistico. Anche se è possibile trovare schede che raggiungono valori considerevoli, come 400 euro per pezzi particolarmente rari o in condizioni eccezionali, raggiungere i 1.000 euro è piuttosto difficile. A meno che non si tratti dei pezzi più ricercati. Per esempio, su eBay, molte schede telefoniche italiane si vendono a prezzi modesti. Schede SIP vintage possono variare da pochi euro a circa 200 euro per collezioni più grandi o pezzi rari. Alcune schede Telecom Italia possono essere trovate a prezzi elevati, ma generalmente si situano entro la fascia dei 300-500 euro per le edizioni più ricercate. Pertanto, anche se ci sono schede che possono avere un valore notevole, è importante essere cauti e realisti riguardo ai prezzi. I prezzi elevati sono spesso riservati a schede molto particolari, magari con tirature limitate, storie particolari o errori di stampa. Non rappresentano la norma del mercato collezionistico. Se stiamo considerando un investimento in schede telefoniche, è consigliabile fare ricerche approfondite e acquistare da venditori affidabili per evitare sorprese eccessive.

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