I mercati azionari americani si comportano da manuale e aggiornano i massimi storici

La scorsa settimana, i mercati azionari hanno raggiunto nuovi massimi grazie ai segnali di normalizzazione dell’economia, del mercato del lavoro e delle politiche delle banche centrali. Un rallentamento economico graduale è ben visto poiché allevia la pressione inflazionistica, con uno scenario di “atterraggio morbido” come previsione principale. I dati recenti sul mercato del lavoro indicano condizioni di occupazione solide ma in graduale allentamento, con aspettative di un rallentamento delle assunzioni senza un aumento significativo dei licenziamenti.

I market driver della settimana appena conclusasi e il possibile impatto per il futuro

La BCE e la Banca del Canada hanno avviato cicli di riduzione dei tassi, e si prevede che la Fed seguirà a breve, iniziando a normalizzare la propria politica monetaria. Diversamente dai guadagni limitati dell’anno scorso, più settori, classi di attività e regioni stanno partecipando alla crescita, suggerendo guadagni di portafoglio più equilibrati in futuro.

Con l’inizio dell’estate, l’economia mostra segni di raffreddamento e il mercato del lavoro offre segnali misti, caratterizzati da una normalizzazione graduale piuttosto che da un cambiamento improvviso. La crescita economica continua, seppur allineata con la riduzione delle pressioni inflazionistiche. Due grandi banche centrali hanno iniziato a ridurre i tassi d’interesse, facendo aumentare le azioni a nuovi massimi.

Si prevede che la normalizzazione dell’attività economica, della crescita occupazionale, delle politiche della Fed e della leadership del mercato acquisirà importanza nella seconda metà dell’anno. La resilienza del mercato del lavoro riduce i timori di stagflazione e incoraggia la Fed a mantenere la politica invariata durante l’estate, mentre la normalizzazione del mercato del lavoro e la riduzione delle tensioni inflazionistiche portano a un rallentamento della crescita salariale.

L’avvio dei cicli di riduzione dei tassi d’interesse da parte della BCE e della Banca del Canada indica un primo passo misurato verso un ciclo di taglio dei tassi pluriennale. Si prevede che la Fed seguirà questa tendenza, portando a una graduale diminuzione dei rendimenti obbligazionari a breve e lungo termine nei prossimi 12 mesi.

Infine, mentre l’intelligenza artificiale (AI) continua a guidare il mercato, altri settori stanno partecipando alla crescita, suggerendo un mercato rialzista più equilibrato e sostenibile. La normalizzazione economica e del mercato del lavoro suggerisce che non passerà molto tempo prima che anche i tassi di interesse inizino a normalizzarsi, mantenendo intatto il mercato rialzista e portando a guadagni di portafoglio più bilanciati.

Cosa potrebbe accadere dopo i nuovi massimi storici? Le indicazioni dell’analisi grafica

La tendenza in corso è rialzista e al momento non si intravedono grossi problemi all’orizzonte. Dopo il multiplo ritracciamento delle quotazioni sul supporto in area 5.206, infatti, abbiamo assistito a una ripartenza al rialzo che ha portato a nuovi massimi storici. Il rialzo, quindi, adesso potrebbe svilupparsi secondo lo scenario mostrato in figura.

Un segnale ribassista potrebbe arrivare da una chiusura settimanale inferiore a 5.206.

Tutti gli indicatori sono impostati al rialzo sul S&P500
Tutti gli indicatori sono impostati al rialzo sul S&P500

 

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